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Migranti a Copparo Rete da rafforzare

La Veronese chiede più controlli, ordine del giorno bocciato Il sindaco Rossi: collaborazione e trasformare i Cas in Spra

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COPPARO . Il tema migranti ha provocato reazioni piuttosto accese durante l’ultimo consiglio comunale di Copparo. La consigliera indipendente Luana Veronese ha presentato un ordine del giorno sull’affitto degli immobili per l’accoglienza ai migranti, chiedendo un’ordinanza per imporre ai privati di comunicare la loro disponibilità ad affittare a richiedenti asilo e per informare sempre il sindaco sugli arrivi, anche per garantire le migliori condizioni igienico sanitarie. Briscagli, pur chiedendo di eliminare un intero punto, ha sottolineato come sia importante avere un controllo. Il Movimento 5 Stelle, tramite Binelli, ha espresso molte perplessità su vari punti. Katia Cardinale ha illustrato la differenza tra i Cas, i Centri di assistenza straordinaria, come sono quelli presenti nel Comune, a diretta responsabilità del prefetto (vitto alloggio e 2.5 euro al giorno) e gli Spra, con responsabilità del sindaco, bando di concorso per assegnazione, possibilità migliori di inserimento e risorse a sostegno. La Veronese ha chiarito di avere inserito solo situazioni già verificate in altri Comuni, quindi applicabili. La Orsini (FI) ha sottolineato come alcuni migranti siano già inseriti, ma il controllo sia una questione almeno di buon senso. Il sindaco Rossi è intervenuto con la massima decisione istituzionale, spiegando che il suo intervento era anche una dichiarazione di voto, contrario ovviamente. Rossi ha sottolineato come il rapporto con il prefetto sia fondamentale e lui mai si è permesso di non rispondere ad una convocazione o di mandare dei collaboratori. Altra cosa sono gli Spra, su cui è possibile intervenire: quindi è necessario richiedere di trasformare i Cas in Spra, poi passare dall’emergenza a una situazione strutturata e funzionale. Rossi ha aggiunto che si deve fare rete: nel caso dei Cas si deve entrare in contatto con i cittadini e con le organizzazioni che si occupano dell’accoglienza, senza obblighi ma con rapporti di profonda collaborazione, pur considerando che si tratta comunque di rapporti tra privati, su cui non si può interferire. Si lavora per i Spra, dunque, con maggiori risorse e la possibilità di diventare responsabili.

Ordine del giorno respinto a maggioranza, con astensione di M5S e voto favorevole da parte del centro destra.

Alessandro Bassi

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