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Nei conti del Comune primeggia la ricostruzione

Nei conti del Comune primeggia la ricostruzione

Bondeno, interventi per quasi sei milioni e mezzo. Torna in vendita l’ex Einaudi L’assessore al Bilancio: non abbiamo aumentato la pressione sui cittadini

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BONDENO. Matilde Neri e Dario Bonati, rispettivamente sindaco e vicesindaco dei ragazzi, si sono presentati ufficialmente all’inizio del consiglio comunale più importante dell’anno: quello di giovedì, infatti, ha insistito sullo schema di bilancio. Tappa obbligata dopo l’approvazione e la nota di aggiornamento al Dup. «Non abbiamo aumentato aliquote e costi dei servizi e per i cittadini è l’aspetto più importante – ha detto in apertura di assemblea l’assessore al bilancio, Emanuele Cestari –. Riconfermando l’erogazione dei servizi esistenti, che vengono mantenuti su un buono standard. L’obiettivo centrato è stato avere abbattuto dal 2009 a oggi di 3 milioni l’indebitamento, dopo averlo trovato a 18 milioni otto anni fa. Un risultato importante, ottenuto in una fase di crisi e dopo il sisma».

I consiglieri avranno tempo fino al 13 dicembre (ore 13) per presentare gli emendamenti, mentre il 21 dicembre ci sarà il voto sul bilancio. Tra le novità, nel piano vendite, l’abbassamento del prezzo di alcune strutture pubbliche messe in vendita, come l’ex istituto Einaudi. Una percentuale delle alienazioni, peraltro, va per legge destinata all’abbattimento del debito. Il blocco di canoni e aliquote riguarda quasi tutte le delibere, con alcune eccezioni: l’occupazione del suolo pubblico o i canoni per le pubblicità sono teoricamente fuori dal discorso.

Ci sono 200mila euro di rate mutui che, in quanto Comune terremotato, Bondeno potrebbe decidere di non versare, ma restituendo poi la somma in 10 anni. «L’impostazione del bilancio ha risentito del blocco dei tributi, con la previsione però di 450mila euro in entrata (a fronte del milione e 200mila del 2017) per contributi derivanti dall’Imu per gli edifici inagibili». Anche per il 2018, la legge prevede intanto l’esenzione completa per gli edifici inagibili.

«Le aliquote – spiega Cestari – sono state tenute agevolate per alcune categorie, come le attività che si insediano sul territorio, mentre viene mantenuta un’aliquota elevata dell’Imu per banche e case di lusso».

Il gettito Imu è di circa 4 milioni di euro, anche se 881mila euro vanno girati allo Stato per il fondo di solidarietà dei comuni.

La Tasi vale un 2 per mille per i fabbricati di lusso, 2,5 per mille per le aree edificabili. Ci sono poi 276mila euro da parte, derivanti da un “fondo terremoto” regionale, che la giunta ha già deliberato di destinare per calmierare le bollette della Tari e per maggiori servizi nella pulizia del verde. Confermati gli investimenti per servizi sociali, mense e trasporto scolastico e i contributi per l’acquisto di libri di testo. Sei milioni e 454mila è l’investimento per la ricostruzione. Ammonta a 292mila euro il contributo di privati (con la vendita degli ultimi lotti) alla lottizzazione della zona Ovest. (mi.pe.)

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