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Omicidio Cenci, più vicino il processo a Ferrara

Omicidio Cenci, più vicino il processo a Ferrara

Ieri giornata di confronti tra magistrati cittadini e spagnoli alla sede di Eurojust. “Verdetto” sulla sede del dibattimento tra dieci giorni, ma i segnali incoraggiano

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FERRARA. Una giornata intera a discutere e dibattere, nella sede di Eurojust, a L'Aja, in Olanda, da parte dei magistrati della procura di Ferrara (si tratta dei sostituti procuratori Ciro Savino e Ombretta Volta accompagnati dagli ispettori dei carabinieri), con gli emissari della Procura e della polizia di Valencia per decidere chi debba processare Eder Guidarelli per l'omicidio di Marcello Cenci. È successo ieri, una giornata molto lunga che non si è chiusa con una soluzione del caso di “politica giudiziaria” che è diventata quasi una questione diplomatica. Da quanto si è appreso ieri in tarda serata, da fonte inquirenti, la decisione dei “giudici” di Eurojust sarà adottata solo tra dieci giorni. Dunque occorre ancora aspettare per avere una soluzione al caso giudiziario che si è aperto per la morte di Cenci, avvenuta in Spagna, da parte di Guidarelli, in carcere a Ferrara, per cui era stata negata la sua estradizione.

Tuttavia da quanto si era appreso nei giorni scorsi il processo per l'omicidio di Marcello Cenci potrebbe spostarsi verso Ferrara, perché nonostante gli inquirenti spagnoli ritengano valida la propria competenza sul delitto avvenuto a Valencia il 2 luglio scorso, non vorrebbero aprire un conflitto tra poteri giudiziari come quello che si paventava con i magistrati di Ferrara su chi dovesse proseguire le indagini e istruire il processo su Guidarelli.

Ieri all'incontro a L'Aja, Eurojust ha cercato la mediazione e nonostante vi sia il massimo riserbo sulle valutazioni e decisioni sul caso da parte degli inquirenti, è emerso che la decisione verrà comunicata prossimamente. Anche se è sempre più ipotizzabile che il processo in cui verrà giudicato Eder Guidarelli potrebbe celebrarsi a Ferrara, dove del resto sono stati compiuti atti giudiziari importanti che hanno riscontrato la presenza di Guidarelli la notte del 2 luglio a Valencia, dove Cenci venne ucciso, e dove sono stati raccolti tutti gli elementi di prova, ascoltando numerose persone e verificando i dettagli del viaggio da Ferrara alla Spagna.

Atti copiosi culminati in queste settimane con il deposito della perizia psichiatrica. Un dato importante che comunque dovrà essere convalidato o meno da una eventuale perizia superpartes che il giudice potrebbe ordinare anche su richiesta delle difese.

Come si ricorda l'incontro a Eurojust a L'Aja era stato ritenuto indispensabile per cercare una mediazione tra le posizioni dei magistrati di Ferrara e Valencia. Questo perché per proseguire nelle indagini e arrivare ad un processo, occorre che gli atti eseguiti in due fasi giudiziarie, i primi redatti in Spagna (compresa la prima autopsia eseguita a Valencia) e le indagini portate avanti dalla procura di Ferrara e dai carabinieri vengano accorpate: atti di indagine, in entrambi casi parziali e non sufficienti per celebrare un processo. Da qui la decisione della procura di Ferrara che aveva chiesto una rogatoria alla Spagna per acquisire atti, ascoltare testimoni (presenti la notte dell’omicidio) e i periti medico-legali che hanno eseguito l’autopsia. Questa rogatoria ora potrebbe essere concessa e chiudere così i contrasti, peraltro solo tecnico giuridici, tra i magistrati.

Come ricordiamo Marcello Cenci venne ucciso il 2 luglio a Valencia, nell’androne di casa dove abitava: viveva qui per fuggire dalle violenze dell'ex amico Eder Guidarelli, che già in tre precedenti occasioni lo aggredì, per gelosia (i fatti accaduti dall'agosto 2016 fino al dicembre scorso). Poi a luglio Guidarelli percorse 1.500 km da Ferrara a Valencia, ingannado anche i familiari, nascondendo il suo viaggio: a Valencia ammise di aver incontrato Cenci, solo per chiarire e parlare con lui. Per l'accusa lo uccise con una “lucida determinazione” e sulla strada del ritorno venne convinto a consegnarsi alle autorità italiane, al confine a Ventimiglia. Da allora è in carcere per un ordine di cattura dei magistrati di Ferrara che gli contestato l'omicidio con tre aggravanti.

Daniele Predieri

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