Ferrara, Modonesi: «In zona Gad vorrei vedere più Volanti»
Il post dell’assessore alla Sicurezza dopo l’ennesimo sopralluogo notturno apre il confronto. Il neo prefetto aveva invece chiesto più Polizia municipale. Telecamera inutile
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FERRARA. Come si garantisce la sicurezza in zona Gad? L’interrogativo torna d’attualità dopo l’episodio dell’aggressione alla giovane ambulante di piazzale XXIV Maggio, nella serata di giovedì, ma la risposta delle istituzioni non è univoca. Ne è testimonianza il post scriptum al lungo intervento sulla vicenda postato dall’assessore alla Sicurezza, Aldo Modonesi: «Scrivo queste righe adesso, di ritorno da un giro notturno in zona acquedotto, la notte dopo l’aggressione. Ho visto anche questa sera chi vendeva droga, e chi cercava droga. Avrei voluto, come tutti, vedere più volanti».
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Il riferimento è alle pattuglie della Polizia di Stato, chiamata quindi in causa per il controllo notturno della zona Gad. Non si può fare a meno di notare che, una dozzina di giorni fa, il nuovo prefetto Michele Campanaro, aveva riferito così i contenuti del suo colloquio (definito «franco») con Tiziano Tagliani: «Ho chiesto al sindaco la disponibilità ad un impegno concreto di affiancamento da parte delle forze di polizia locale nelle zone più degradate della città». Quindi, Polizia municipale per dare manforte alle forze dell’ordine nel pattugliamento della Gad.
Non si tratta, in astratto, di richieste inconciliabili, ma è chiaro che su questa delicata questione va cercato e trovato un equilibrio tra l’amministrazione comunale e i nuovi rappresentanti dei poteri statali, cioè Campanaro e il questore, fresco anche lui di nomina. Il tutto da ricalibrare sulla base dei rinforzi annunciati per la primavera, sul fronte Polizia, e delle assunzioni già messe nel bilancio 2018 del Comune: 8 agenti in più, che si sommano ai 3 già in assunzione. Sul piatto della bilancia ci sono anche i militari dell’operazione Strade pulite, che l’ex prefetto Michele Tortora aveva dichiarato di voler impiegare esclusivamente in Gad fino all’inaugurazione del Museo dell’ebraismo e della Shoah, in calendario il 13 dicembre.
Sarà poi il caso di riflettere sui presidi fissi, come le telecamere e le luci. Modonesi vi ha fatto riferimento, «abbiamo riempito (con i soldi del Comune) il quartiere di telecamere»; ce ne sono anche in piazza XXIV Maggio ma nell’episodio dell’altra sera rischiano di rivelarsi inutili, in quanto puntate nella direzione opposta a quella dell’aggressione (e gli assalitori quasi certamente lo sapevano). Quanto alle «centinaia di migliaia di euro» spesi in illuminazione, la prossima settimana saranno accese quelle nuove dell’Acquedotto.
La questione Gad diventerà cruciale nella stagione elettorale, e Modonesi vuole dare l’idea di un doppio cambio di ritmo: da una parte «mi chiedo dove abbiamo sbagliato e cosa possiamo fare», dall’altra chiede «il massimo sforzo per individuare chi ha commesso questo reato. E individuare i motivi per cui questo reato è stato commesso. Lo penso e lo pretendo. Da cittadino e da amministratore». (s.c.)
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