non convincono i conti della giunta
Il Pd: a Bondeno pochi redditi alti e giovani senza futuro
BONDENO. Il Pd non ci sta e contesta lo scenario dei conti economici descritto dall’assessore Emanuele Cestari, in fase di presentazione del Documento unico di programmazione. Sotto la lente dei dem,...
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BONDENO. Il Pd non ci sta e contesta lo scenario dei conti economici descritto dall’assessore Emanuele Cestari, in fase di presentazione del Documento unico di programmazione. Sotto la lente dei dem, in particolare, i numeri sul reddito pro-capite medio di 20mila euro e i dati del Pil (223 milioni per il territorio).
«È necessario precisare che questi dati non hanno nulla a che vedere con il Pil - sottolinea il segretario Pd, Tommaso Corradi -. I numeri si riferiscono alla somma delle dichiarazioni Irpef dei residenti del Comune. Non è dunque detto che il reddito di un residente a Bondeno sia stato prodotto qui e vale anche il contrario».
Secondo Corradi «è facile dire, se i numeri aumentano, che tutto va bene, ma personalmente mi chiedo come questa amministrazione possa programmare in modo credibile il futuro di Bondeno se interpreta i dati in modo così generico e frettoloso. Il 44% dei redditi dei bondenesi deriva da pensioni (36% la media nazionale) – ricorda Corradi –. Il rapporto tra i movimenti demografici e i redditi è impietoso: ci rivela che a Bondeno non c’è futuro per i giovani che, se non hanno alle spalle delle attività di famiglia, sono costretti ad andarsene».
Secondo il Pd, poi, «a Bondeno ci sono pochissimi redditi medio-alti, la metà rispetto al dato nazionale: quello dei 20mila euro pro-capite sbandierato dalla giunta è un dato vago e impreciso, dietro al quale si nasconde una distribuzione ineguale della ricchezza. Le 1.046 imprese, tolte le aziende agricole, sono piccole o piccolissime, pochi i professionisti, gli artigiani e i commercianti, i quali devono operare in un contesto difficile. Le prospettive, a dispetto di chi vorrà dire che siamo dei disfattisti, non sono buone. I numeri parlano da sé». (mi.pe.)
«È necessario precisare che questi dati non hanno nulla a che vedere con il Pil - sottolinea il segretario Pd, Tommaso Corradi -. I numeri si riferiscono alla somma delle dichiarazioni Irpef dei residenti del Comune. Non è dunque detto che il reddito di un residente a Bondeno sia stato prodotto qui e vale anche il contrario».
Secondo Corradi «è facile dire, se i numeri aumentano, che tutto va bene, ma personalmente mi chiedo come questa amministrazione possa programmare in modo credibile il futuro di Bondeno se interpreta i dati in modo così generico e frettoloso. Il 44% dei redditi dei bondenesi deriva da pensioni (36% la media nazionale) – ricorda Corradi –. Il rapporto tra i movimenti demografici e i redditi è impietoso: ci rivela che a Bondeno non c’è futuro per i giovani che, se non hanno alle spalle delle attività di famiglia, sono costretti ad andarsene».
Secondo il Pd, poi, «a Bondeno ci sono pochissimi redditi medio-alti, la metà rispetto al dato nazionale: quello dei 20mila euro pro-capite sbandierato dalla giunta è un dato vago e impreciso, dietro al quale si nasconde una distribuzione ineguale della ricchezza. Le 1.046 imprese, tolte le aziende agricole, sono piccole o piccolissime, pochi i professionisti, gli artigiani e i commercianti, i quali devono operare in un contesto difficile. Le prospettive, a dispetto di chi vorrà dire che siamo dei disfattisti, non sono buone. I numeri parlano da sé». (mi.pe.)
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