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La tradizione al liceo Ariosto in una festa con la musica

La tradizione al liceo Ariosto in una festa con la musica

Ospite d’onore la pianista Cinzia Gangarella ex allieva ai tempi di Modestino «Per me le note sono vita, sono scrivere, ricordare e tenere assieme»

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FERRARA. Sabato mattina, come negli ultimi anni è consuetudine, si è celebrato in sede il “compleanno del liceo Ariosto”. Il calendario comprendeva diversi eventi; il primo con la testimonianza dell’ex allieva del liceo Cinzia Gangarella, pianista, compositrice e regista d’opera, nata a Ferrara. La strada che l’ha portata a fare della musica la sua scelta di vita non è stata per lei subito agevole. Infatti fin dalle medie sua madre le aveva imposto di privilegiare lo studio liceale rispetto a quello musicale in conservatorio. Nonostante tutto, Cinzia, nel 1985 è riuscita a diplomarsi in pianoforte, grazie alla sua forza di volontà e grazie anche ai suoi maestri Maria Helena de Fonseca e Rinaldo Rossi, che l’hanno sostenuta ed incoraggiata nei suoi studi. Per lei «la musica è vita, è scrivere, è ricordare, è tenere assieme». È proprio per questa idea che le sue composizioni parlano di lei, delle sue emozioni e del suo essere donna. Grazie a questa sua passione, è riuscita a musicare delle poesie del Rinascimento, adattandole a melodie contemporanee, rimanendo fedele al testo.

«L’arte è a noi contemporanea», ha infatti osservato la pianista. L’artista ha dato inizio alla propria esibizione con il componimento “Empia fortuna”, ricavato da diversi testi di Isabella di Morra, poetessa italiana vissuta nella prima metà del Cinquecento. Il secondo brano ci ha invece ricondotto immediatamente al presente, in quanto l’artista ha musicato il discorso rivolto da Malala agli studenti dell’università di Harvard nel 2013. Anche questo brano è stato estremamente toccante e coinvolgente: la melodia, fluendo con leggerezza dal testo, è riuscita a trasmettere l’importanza delle parole di Malala nel sottolineare la necessità del rispetto delle donne e del diritto all’istruzione. Ciò che ha colpito il pubblico durante l’intervento della Gangarella, oltre alla sua musica, sono state le parole con cui ha ricordato la sua esperienza al liceo: insegnanti come la Giovannelli o il preside Modestino, che pure terrorizzavano i ragazzi per la loro severità, sapevano comunque trasmettere sempre la loro grande passione per lo studio. In particolare la professoressa di lettere, a cui la giovane Cinzia confidava nei temi il suo romantico desiderio di evasione, le disse lapidaria: «ma dove vuoi andare? Ciò che cerchi di bello lo troverai qui dentro, nella tua scuola!».

Anna Salvadego

Chiara Milanesi

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