Le aziende rischiano al “gioco dei tre bidoni”
La possibilità di risparmio dipende da calcoli su esposizioni e contenitori. Tre simulazioni: stangata con i maxi-bidoni. Verso 1,8 euro a svuotamento
FERRARA. Un bel rompicapo, la rivoluzione dei rifiuti vista dalle imprese. Il sistema studiato per negozi e attività produttive, presentato per la prima volta ieri pomeriggio alla Cna dal sindaco e dai tecnici di Hera, presuppone infatti uno studio piuttosto approfondito della propria produzione rifiuti, in termini di quantità e qualità, e abilità indiscussa nel “gioco dei tre bidoni”, cioè i tre contenitori di differente dimensione a disposizione delle utenze non domestiche. Il sospetto è che il risultato, per la maggior parte delle aziende, si traduca in un aumento della tariffa, almeno nelle prime fasi di applicazione, mentre di sicuro risparmieranno le attività che si sviluppano su ampie superfici: c’è paga oggi 15mila euro l’anno.
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La nuova tariffa per le attività produttive sarà composta di tre quote, contro le due (quota fissa più una variabile connessa a tipo di attività e metri quadri) di oggi: la fissa, calcolata come prima su metri quadri e categoria d’attività, e le due variabili. La quota variabile di base è calcolata sul numero di svuotamenti minimi del contenitore scelto; la variabile aggiuntiva coprirà gli eventuali svuotamenti superiori. «Abbiamo scelto di non cambiare troppo, in questa fase - ha spiegato Samuele Zanardello, consulente Hera - per cui la quota fissa sarà pari al 70-75% della tariffa. In futuro potrà salire la parte variabile». Molto dipenderà dall’aver azzeccato la scelta del contenitore tra i tre disponibili: la normale calotta da 30 litri con Carta smeraldo; il contenitore medio da 360 litri; e il bidone da 1.700 litri. Per il cassonetto a calotta gli svuotamenti che si pagano comunque saranno 40, mentre il contenitore medio ne consentirà 26 e il bidone grande altrettanti, ma naturalmente con costi diversi. È fondamentale, ha rimarcato il consulente, saper gestire la “batteria” di contenitori richiesti, esponendo solo quelli pieni e nei tempi giusti.
Tre le simulazioni presentate ieri, dalle quali si può cominciare a capire chi pagherà di più e chi meno. La prima riguarda un generico laboratorio artigiano produzione di beni da 500 metri quadrati: oggi paga 1.955 euro, nel 2018 se rispetterà il numero minimo di svuotamenti, con la calotta pagherà quasi solo la quota fissa, con un -11,22% (ipotesi virtuosa, con 1.200 litri d’indifferenziata prodotti); con il bidone medio, invece, dovrà aggiungere una quota variabile di 589 euro, finendo per pagare il 15% in più (fino a 9.360 litri prodotti). Se poi “sballa”, saranno dolori. Tra parentesi, da questa simulazione si può capire su quali costi unitari, cioè per ogni svuotamento, ci si sta stabilizzando: qui siamo a 1,9 euro a calotta (0,063 euro a litro), che il Comune sta “limando” ulteriormente a 1,8 euro, e questa è la cifra che tutti, comprese le utenze domestiche, dovranno pagare per ogni svuotamento in eccesso alla quota fissa.
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La seconda simulazione riguarda un salone di bellezza/sauna da 100 metri quadri: oggi paga 391 euro, domani, ipotizzando il rispetto della quota fissa con la Carta smeraldo, 407,59 euro (+4,24%), ma recuperando l’Iva si scende a 370,54 euro. Infine, il capannone industriale da 2.500 metri quadrati: oggi spende 11.050 euro, domani con il bidoncino da 360 litri e rispettando i 26 svuotamenti, scenderebbe a 9.964,66 euro, cioè -9,8% (anche di più con il recupero Iva); se però farà gli stessi 26 svuotamenti con il bidone grande da 1.700 litri, si ritroverà una bolletta da 12.159,51 euro (+10%), differenza che si azzera con il recupero dell’Iva.
Stefano Ciervo
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