San Martino in lutto «Addio cara Milvia nostra compaesana»
Ieri i funerali della fornaia di XX settembre e di via Mazzini In chiesa tanti amici e clienti arrivati anche da Ferrara
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«La morte della nostra compaesana Milvia Branchini è un lutto per tutta la comunità e tutta San Martino, presente oggi, se non concretamente, almeno con il pensiero»: don Marino Vincenzi, parroco di San Martino, parla alla chiesa gremita e a tutti i presenti, qui a salutare Milvia Bramchini, scomparsa la sera del 25 novembre in un incidente stradale. «È questo il segno del grande affetto che il paese provava verso Milvia, una persona davvero speciale, sempre sorridente e generosa che mancherà moltissimo a tutti. Oggi scriviamo una pagina drammatica della storia della nostra comunità» ha proseguito il sacerdote.
Don Marino ha cercato con le sue parole di lenire il dolore per la scomparsa, ricordando che «è comunque difficile dare una risposta alla morte, perché siamo stati creati per vivere. Per questo Gesù si è fatto uomo ed umana è stata anche la sua commozione di fronte al pianto di quella vedova che stava seppellendo l’unico figlio e lo resuscitò, come abbiamo letto nella pagina del Vangelo». Torna poi sulla figura di questa donna che proprio domenica avrebbe compiuto 66 anni ed invece è stata strappata prematuramente dalla vita che viveva con tanto entusiasmo ed impegno nel lavoro di fornaia che svolgeva in un negozio di via XX Settembre e da solo un mese in una rivendita di via Mazzini in collaborazione con il marito ed il figlio.
Parole rivolte ai tanti presenti e soprattutto all’anziana madre Ercolina Buzzoni di 92 anni che ha voluto essere presente al funerale, nonostante la forte commozione. Prima della conclusione del rito e della benedizione, don Andrea Zerbini, parroco di S. Francesca Romana, ha voluto esprimere ai familiari i sentimenti di tutti i residenti di via XX Settembre insieme alla gratitudine per quanto Milvia ha dato loro in tanti anni di attività .
«Andare in un forno – ha concluso il sacerdote – dove ti accoglie un buon odore del pane, è quasi come andare in chiesa dove invece ci avvolge quello dell’incenso. Il pane ricorda infatti l’Eucarestia e Gesù che lo condivise con i suoi apostoli, per questo ricorderemo Milvia ed il suo sorriso cordiale». Molte persone - i tanti che nel tempo non erano più soltanto clienti ma quasi amici - infatti, sia del forno di via XX Settembre che da via Mazzini, erano presenti al funerale. Così come le amiche di San Martino tra cui Pasquina che ogni domenica la vedeva arrivare al cimitero con la sorella per portare un fiore al padre scomparso. «È una famiglia distrutta ! – ha commentato – come lo siamo tutti noi che la conoscevamo, perchè Milvia si adoperava per la anziana madre, per la sorella rimasta vedova e senza patente e per tutti con la stessa indimenticabile e grande generosità».
Margherita Goberti
Don Marino ha cercato con le sue parole di lenire il dolore per la scomparsa, ricordando che «è comunque difficile dare una risposta alla morte, perché siamo stati creati per vivere. Per questo Gesù si è fatto uomo ed umana è stata anche la sua commozione di fronte al pianto di quella vedova che stava seppellendo l’unico figlio e lo resuscitò, come abbiamo letto nella pagina del Vangelo». Torna poi sulla figura di questa donna che proprio domenica avrebbe compiuto 66 anni ed invece è stata strappata prematuramente dalla vita che viveva con tanto entusiasmo ed impegno nel lavoro di fornaia che svolgeva in un negozio di via XX Settembre e da solo un mese in una rivendita di via Mazzini in collaborazione con il marito ed il figlio.
Parole rivolte ai tanti presenti e soprattutto all’anziana madre Ercolina Buzzoni di 92 anni che ha voluto essere presente al funerale, nonostante la forte commozione. Prima della conclusione del rito e della benedizione, don Andrea Zerbini, parroco di S. Francesca Romana, ha voluto esprimere ai familiari i sentimenti di tutti i residenti di via XX Settembre insieme alla gratitudine per quanto Milvia ha dato loro in tanti anni di attività .
«Andare in un forno – ha concluso il sacerdote – dove ti accoglie un buon odore del pane, è quasi come andare in chiesa dove invece ci avvolge quello dell’incenso. Il pane ricorda infatti l’Eucarestia e Gesù che lo condivise con i suoi apostoli, per questo ricorderemo Milvia ed il suo sorriso cordiale». Molte persone - i tanti che nel tempo non erano più soltanto clienti ma quasi amici - infatti, sia del forno di via XX Settembre che da via Mazzini, erano presenti al funerale. Così come le amiche di San Martino tra cui Pasquina che ogni domenica la vedeva arrivare al cimitero con la sorella per portare un fiore al padre scomparso. «È una famiglia distrutta ! – ha commentato – come lo siamo tutti noi che la conoscevamo, perchè Milvia si adoperava per la anziana madre, per la sorella rimasta vedova e senza patente e per tutti con la stessa indimenticabile e grande generosità».
Margherita Goberti
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