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Disavanzo in Comune, stop a mutui e assunzioni

Disavanzo in Comune, stop a mutui e assunzioni

Il sindaco Minarelli ha presentato il piano di rientro: su undici dipendenti che andranno in pensione solo tre saranno sostituiti

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PORTOMAGGIORE. Nessuna contrazione di mutui, minori trasferimenti all’Unione, tagli alle assunzioni di nuovo personale che vada a sostituire i prossimi pensionamenti da qui al 2026. Queste le voci con le quali il Comune di Portomaggiore conta di rientrare dal disavanzo di 3,7 milioni. Un piano di rientro da cinque milioni di euro, nel quale sono contenuti 500mila euro di spese accantonate per vertenze ancora aperte per il Comune di Portomaggiore, come “la vertenza Cesari, che portiamo avanti dal 1981”, spiega il sindaco Nicola Minarelli, e un milione di euro di risorse vincolate e accantonate per gli investimenti.

«Abbiamo analizzato i residui, i rapporti con altri enti, i servizi a domanda individuale, le spese di personale, l’indebitamento, i contratti di spesa in essere per i servizi erogati, perché il piano prevede non solo di stabilire la cifra di copertura del disavanzo, ma richiede anche la costituzione di dieci bilanci di previsione di qui al 2026». Nessuna contrazione di mutui, «e questo permetterà un risparmio di cinque milioni nei prossimi dieci anni». I minori trasferimenti all’Unione da gennaio, permetteranno un risparmio di 130mila euro all’anno. Nota dolente, il personale. «Abbiamo analizzato le spese di personale e rispetto agli 11 pensionamenti previsti da oggi al 2026, si sostituiranno tre unità, dal 2018. Questo consentirà un risparmio di 670mila euro nell’arco di un decennio. Le risorse sono superiori all’ammontare del piano, ma abbiamo dovuto rimettere in equilibrio il bilancio corrente, che alla chiusura 2016 è risultato mancante di 400mila euro all’anno». L’altro pezzo del piano sono i servizi a domanda individuale, per i quali è stato necessario aumentare la percentuale del grado di copertura. Nessun ritocco alle tariffe di trasporti e asilo nido, mentre viene aumentato il costo del pasto scolastico, da 4,55 euro a 5,10. A questo proposito il sindaco spiega che «le tariffe erano ferme dal 2013, e il nuovo prezzo è in linea con quello di altri comuni». Per i servizi di trasporto e di mensa cambierà il metodo di pagamento delle tariffe, «che non sarà più dopo ma prima con il propagato per ridurre gli insoluti. Se il prepagato darà i risultati attesi, l’idea è quella di tornare al costo del pasto precedente». Per quanto riguarda sempre l’asilo nido, la seconda sezione sarà esternalizzata. Per i trasporti si passa da tre a due linee, «questo comporta un risparmio di 40mila euro all’anno. Si sono eliminate alcune fermate intermedie, ma creati più punti di raccolta».

Garantito il mantenimento delle tre opere pubbliche stabilite, cioè l’adeguamento sismico della scuola primaria di Portomaggiore, il teatro Concordia, la piscina. «Ad oggi, per quanto riguarda i lavori sulla scuola, su 950mila euro, 250 sono stati stanziati dalla regione, gli altri 700 possono trovare copertura all’interno delle cifre accantonate. Per il teatro Concordia è già previsto un contributo, e dal gennaio invieremo ad approfondire un percorso concordato con la regione. Per la piscina, oltre a candidarci per contributi per l’efficientamento energetico, studiamo un finanziamento che parta dai risparmi che lo stesso efficientamento ci permetterà».

Veronica Capucci

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