la sentenza
Nove anni di carcere per l'omicidio della moglie
Uccise la centese Carmen Tassinari, condannato il comacchiese di 87 anni Giuseppe Parmiani
1 MINUTI DI LETTURA
CENTO. È stato condannato a nove anni e quattro mesi di reclusione il comacchiese di 87 anni che nel 2012, un paio di settimane prima del terremoto (era il 3 maggio) uccise Carmen Tassinari, moglie che da anni viveva in uno stato di invalidità che la faceva soffrire. Il gesto estremo portato a compimento dall’uomo dopo le continue preghiere che la donna avrebbe rivolto a lui per farla finita, è stato condannato senza pietà dai giudici che gli hanno inflitto una pena di quasi dieci anni di carcere. Secondo i giudici della seconda sezione della Corte d’assise d’appello di Bologna, da parte di Giuseppe Parmiani non c’era pietà nel togliere la vita alla Tassinari. Quest’ultima è stata colpita a morte con una lama di 24 centimetri. «Carmen Tassinari - affermano i giudici nelle motivazioni della sentenza - malata terminale, è morta dissanguata per la profonda coltellata del marito», un omicidio dunque «volontario commesso in una crisi di disperazione sotto lo stress dell’estenuante assistenza della donna sofferente». Secondo i giudici, Parmiani «pur stanco ed esasperato, era lucido tanto da descriversi internamente ed esternamente, come ha saputo fare sempre ogni volta che ha parlato di quella sera». La sentenza d’Appello motiva così dunque la sua condanna. Nel frattempo, il legale dell’anziano ha già presentato ricorso in Cassazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
