Un teatro per la città Al via il concorso di idee
L’intenzione è recuperare il complesso di Sant’Agostino per avere 500 posti L’assessore Carli: «Sappiamo che sarà dura, ma siamo pronti per la nuova sfida»
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COMACCHIO. Comacchio ha una sala polivalente ma non ha un teatro. Il sogno ormai da anni è quello di restituire alla città un luogo dove ritornare a respirare l’aria del sipario che apre su una platea. In pole position tra i progetti di riqualificazione del territorio, intorno ai quali sta lavorando l'amministrazione lagunare, figura quello relativo al recupero del complesso di Sant’Agostino in Piazza Roma. L’annuncio, arrivato dall’assessore alla cultura Alice Carli, a margine della conferenza stampa di presentazione della rassegna “Comacchio a teatro”, precede di pochi giorni la prima seduta pubblica per l’esperimento del concorso di idee promosso proprio per raccogliere proposte progettuali, volte a riqualificare un sito storico, che lo scorso anno, incassando 3595 adesioni, si è piazzato all 85º posto della classifica “I luoghi del cuore” stilata dal Fai. È fissata infatti per il 12 dicembre, alle ore 10, in sala consiglio, la prima seduta pubblica. «Contiamo in una new entry per il prossimo anno - ha auspicato l’assessore alla cultura Alice Carli -, c’è la voglia di crescere con una ricca progettualità teatrale ed il prossimo grande progetto è quello che deve portare il territorio ad avere un grande teatro polifunzionale. Questa è la prossima sfida dopo il sogno lungamente vagheggiato, ma realizzato recentemente con l'apertura del museo».
Il concorso di idee lanciato nel mese di agosto scorso, oltre a restituire decoro ad un’area in stato di abbandono da mezzo secolo, che versa in condizioni di degrado, quale è l’ex-monastero di Sant’Agostino, punta prima di tutto a realizzare un teatro-auditorium da 500 posti, all’interno del quale dovranno tenersi eventi culturali, anche di valenza regionale e nazionale, nonché convegni, manifestazioni pubbliche, assurgendo a punto di incontro privilegiato e qualificato per la cultura sul territorio.
Sostenibilità ambientale e tecnologia a basso impatto costituiscono i principi guida sui quali si incardina il concorso di idee, che si prefigge pure l'obiettivo di recuperare il giardino in stile neo-romantico e le aree verdi attigue a ciò che resta dell'edificio, utilizzato dai primi del Novecento sino agli anni ’60 come scuola media. Un ulteriore indirizzo nel concorso di idee, scaduto il 31 ottobre scorso, mette al centro le attività laboratoriali teatrali ed artistiche che dovranno svolgersi nel corso dell'anno all'interno del nuovo teatro-auditorium, andando ad integrare l'offerta culturale di Palazzo Bellini, dello stesso Museo Delta Antico e della Casa delle Arti, che sorgerà nell'ex-carcere risorgimentale di via Agatopisto, sede sino al novembre 2016 del museo della nave romana.
Katia Romagnoli
Il concorso di idee lanciato nel mese di agosto scorso, oltre a restituire decoro ad un’area in stato di abbandono da mezzo secolo, che versa in condizioni di degrado, quale è l’ex-monastero di Sant’Agostino, punta prima di tutto a realizzare un teatro-auditorium da 500 posti, all’interno del quale dovranno tenersi eventi culturali, anche di valenza regionale e nazionale, nonché convegni, manifestazioni pubbliche, assurgendo a punto di incontro privilegiato e qualificato per la cultura sul territorio.
Sostenibilità ambientale e tecnologia a basso impatto costituiscono i principi guida sui quali si incardina il concorso di idee, che si prefigge pure l'obiettivo di recuperare il giardino in stile neo-romantico e le aree verdi attigue a ciò che resta dell'edificio, utilizzato dai primi del Novecento sino agli anni ’60 come scuola media. Un ulteriore indirizzo nel concorso di idee, scaduto il 31 ottobre scorso, mette al centro le attività laboratoriali teatrali ed artistiche che dovranno svolgersi nel corso dell'anno all'interno del nuovo teatro-auditorium, andando ad integrare l'offerta culturale di Palazzo Bellini, dello stesso Museo Delta Antico e della Casa delle Arti, che sorgerà nell'ex-carcere risorgimentale di via Agatopisto, sede sino al novembre 2016 del museo della nave romana.
Katia Romagnoli
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