Famiglia di Gavello di nuovo senza casa dopo il terremoto
GAVELLO. L’odissea del dopo-sisma sembra non finire più, per una famiglia di via Rovere a Gavello, frazione di Bondeno. Tre persone – i due genitori ed il figlio – sono stati costretti a lasciare...
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GAVELLO. L’odissea del dopo-sisma sembra non finire più, per una famiglia di via Rovere a Gavello, frazione di Bondeno. Tre persone – i due genitori ed il figlio – sono stati costretti a lasciare nuovamente la propria casa, nonostante i lavori di rinforzo cui era stato soggetto l’immobile dopo i danni riportati dal terremoto. Un’ordinanza “contingibile ed urgente” firmata giovedì dal sindaco Fabio Bergamini ha decretato «l’inagibilità per cedimento strutturale» dell’edificio, disponendo l’allontanamento della famiglia «ed il divieto di utilizzo a residenza e dimora» all’interno dell’immobile danneggiato. Tutto questo a causa di evidenti fessurazioni che si sono riaperte nei muri e che sono state certificate da diversi sopralluoghi compiuti in via Rovere: ad ottobre era toccato ai vigili del fuoco del comando provinciale, successivamente (il 20 novembre) il monitoraggio continuo svolto dal Comune aveva portato ad evidenziare l’aggravarsi del «quadro fessurativo, particolarmente nella muratura perimetrale fronte strada».
L’odissea della famiglia residente in via Rovere, fino all’altro giorno, continua. Il 20 luglio del 2012, infatti, a due mesi dal sisma, la casa era stata classificata con una scheda Aedes “B”: in pratica, come “temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento). Al momento del primo sopralluogo compiuto dai tecnici le pareti erano state soggette ad incatenamento, ma le prescrizioni arrivate consigliavano di operare ancora un potenziamento con ulteriori catene ed il cerchiaggio dei pilastri esterni dell’immobile.
Il 9 agosto di quell’anno, veniva disposto il primo sgombero dell’immobile. Nel 2014, quindi, i lavori di ricostruzione e rafforzamento previsti, conclusi due anni dopo. Ed il 28 luglio veniva emessa un’ordinanza del sindaco di revoca parziale di quella precedente di inagibilità per il fabbricato residenziale. Adesso arriva come un fulmine a ciel sereno la nuova ordinanza di sgombero, che potrà essere superata soltanto da comprovati lavori di messa in sicurezza e ripristino delle parti danneggiate. «Dimostrando – riporta la nuova ordinanza del sindaco Bergamini –, l’insussistenza o cessazione della situazione di pericolo».
L’odissea della famiglia residente in via Rovere, fino all’altro giorno, continua. Il 20 luglio del 2012, infatti, a due mesi dal sisma, la casa era stata classificata con una scheda Aedes “B”: in pratica, come “temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento). Al momento del primo sopralluogo compiuto dai tecnici le pareti erano state soggette ad incatenamento, ma le prescrizioni arrivate consigliavano di operare ancora un potenziamento con ulteriori catene ed il cerchiaggio dei pilastri esterni dell’immobile.
Il 9 agosto di quell’anno, veniva disposto il primo sgombero dell’immobile. Nel 2014, quindi, i lavori di ricostruzione e rafforzamento previsti, conclusi due anni dopo. Ed il 28 luglio veniva emessa un’ordinanza del sindaco di revoca parziale di quella precedente di inagibilità per il fabbricato residenziale. Adesso arriva come un fulmine a ciel sereno la nuova ordinanza di sgombero, che potrà essere superata soltanto da comprovati lavori di messa in sicurezza e ripristino delle parti danneggiate. «Dimostrando – riporta la nuova ordinanza del sindaco Bergamini –, l’insussistenza o cessazione della situazione di pericolo».
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