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«I cittadini pagano errori di altri»

«I cittadini pagano errori di altri»

Piano di rientro, opposizione portuense dura: ora si va avanti ma è colpa del Pd

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PORTOMAGGIORE. Il piano di rientro presentato dall’amministrazione di Portomaggiore presenta luci e ombre secondo Giovanni Tavassi, capogruppo consiliare di Gruppo misto. Un elemento di criticità secondo il consigliere è rappresentato dall’esternalizzazione anche della seconda sezione dell’asilo nido, che «in questo modo viene privatizzato. Bene che non si tocchino le rette, anche se aumenta la mensa scolastica, che però come per tutti comuni è la spesa più alta. Positivo il fatto che se il metodo di pagamento prepagato dà i frutti sperati, ci sia la possibilità di tornare ai costi precedenti. L’aumento è minimo, ma in tempi in cui alle famiglie mancano i soldi, anche un incremento minimo può essere una difficoltà. Un altro elemento positivo sono i 500mila euro che derivano dalla vertenza Cesari. All’epoca come Partito di Rifondazione Comunista ci opponemmo alla lottizzazione di piazza Repubblica, e questo permise di vincere la vertenza, tanto che lo steso ex sindaco Barbieri ammise che l’opposizione del Pci fu una cosa positiva».

Anche l’accorpamento delle fermate dei trasporti scolastici è un elemento a favore del piano, secondo il capogruppo di Gruppo misto, perché «è un atto di razionalizzazione. Un’altra cosa importante è che il comune non accenda più mutui». Il consigliere si riserva di studiare ulteriormente il piano e di esprimere ulteriori osservazioni lunedì in consiglio.

Più netto il giudizio di Gian Luca Lombardi, capogruppo della Lega: «Il nostro è un giudizio più politico che tecnico. Auspico veramente che il piano di rientro sia approvato dalla Commissione e dal Ministero, altrimenti gli amministratori dovranno pagare in solido e andare a casa, e il Comune commissariato», afferma deciso il capogruppo del Carroccio, aggiungendo che «si lascia un’eredità molto pesante al futuro candidato sindaco». Tra gli elementi più critici, il fatto che «dal 2021 scadevano i mutui e potevano esserci maggiori vantaggi economici per i cittadini, che invece così si ritrovano a pagare per l’inefficienza di una mala amministrazione targata Pd. Oltretutto, da qui al 2021 mancano 4 anni, ed è la debolezza più forte, gli amministratori dovranno inventare qualcosa perché le entrate sono risicate. In ogni caso, sono penalizzati i servizi, il personale sarà ridotto all’osso per mancanza di turn over, e mancheranno così i servizi ai cittadini. Bene che non si tocchi il sociale, che già era ridotto all’osso. Positivo il prepagato perché troppi sono gli insoluti. Ci sta anche l’aumento del costo mensa, ma vengono a mancare le risorse che il cittadino poteva godere con la fine del mutuo».

Lombardi non accetta che l’amministrazione dia solo la colpa del buco all’ex ragioniere capo, «perché allora il Comune non si è costituito parte civile? Chi ha governato questa cittadina per vent’anni? Lo steso colore politico che presenta con ottimismo il piano di rientro. Anche se il dirigente ha fatto degli errori, l’amministrazione si è fidata adottando il bilancio; allora dove sono stati i controlli? Dove erano gli assessori al bilancio? Inoltre, si accorgono solo ora che all’Unione si possono dare meno trasferimenti? Una pianificazione da qui la 2026 che lascia un’eredità molto pesante».

Veronica Capucci

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