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Quattro associazioni unite con lo scopo di salvare vite umane

Quattro associazioni unite con lo scopo di salvare vite umane

COPPARO. Il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, che ha patrocinato la serata insieme alle amministrazioni comunali di Ro e Berra, si è congratulato per la nobile iniziativa finalizzata alla lotta...

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COPPARO. Il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, che ha patrocinato la serata insieme alle amministrazioni comunali di Ro e Berra, si è congratulato per la nobile iniziativa finalizzata alla lotta contro le leucemie ed alla donazione del midollo osseo, fortemente voluta da due mamme, Angela e Monica, e dall’Istituto comprensivo Govoni. L’incontro è stato moderato dal presidente Ail (Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieoloma) Gian Marco Duo, da anni in prima linea contro queste gravi malattie, che ha ringraziato tutti i presenti e le tantissime persone e attività commerciali che hanno collaborato a questo lodevole progetto. A sancire l'importanza della donazione, oltre all’intervento della referente di Ferrara di Admo (Associazione donatori midollo osseo) Teresa Grappa, e Avis, Nedo Bonora, ci sono state le testimonianze di Alberto Beccati e Gabriele Bersanetti, i quali sono stati chiamati per salvare una vita, e di Paolo Ronconi, al quale invece la vita è stata restituita da un donatore di Los Angeles il 9 maggio 2009.

È stato ribadito che la tipizzazione è indolore e si effettua con un semplice tampone salivare e solo se chiamati a donare con la probabilità di 1 a 100mila, verrà prelevato il midollo osseo che erroneamente viene confuso con quello spinale. L’età per iscriversi alla banca dati mondiale è da 18 a 35 anni e visto la bassissima compatibilità l’invito è stato aperto a tutti. A chiudere l'incontro Roberta Burnelli, direttrice di Onco-ematologia pediatrica di Cona, che ha ribadito l'importanza di Ail nel finanziare la ricerca, la quale negli ultimi anni ha fatto enormi progressi fino ad arrivare alla cura del 95% di alcune leucemie infantili. Risultati che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili. Oltre a garantire l’assistenza domiciliare fondamentale per curare il paziente a casa senza ulteriori disagi causati dai continui spostamenti all’ospedale. (f.c.)



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