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«Vado in pensione lasciando l’Afm in buona salute»

«Vado in pensione lasciando l’Afm in buona salute»

Ultimi mesi alla direzione delle Farmacie Comunali per Zavatti «Ho visto l’azienda crescere e consolidarsi, una soddisfazione» 

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Riccardo Zavatti, direttore dell’Afm, l’azienda delle farmacie comunali, andrà in pensione nei primi mesi del 2018. È una delle aziende più redditizie del Comune del Ferrara, con un fatturato di 18 milioni di euro, quasi 3 di utile e con bonus di rientro per l’amministrazione comunale di 1 milione di euro. Zavatti, fa il punto su una realtà che è in costante trasformazione e che attualmente vede 90 dipendenti per 11 farmacie nel territorio comunale È entrato in azienda nel 1984 come giovane farmacista, diventando direttore nel 2002 dopo una lunga gavetta e la direzione di diverse farmacie.

«Devo dire - dichiara Zavatti - che aver vissuto tutte queste tappe mi ha aiutato nel momento in cui sono stato chiamato a dirigere l’azienda, perché conoscerne le possibilità, i limiti ed i punti di forza mi è servito per impostare gli obiettivi e i percorsi».

Il tutto in un periodo certamente non facile per il mondo della farmacia.

«Si, forse il peggiore possibile e per tanti motivi. In primis la crisi economica di questi anni che ha investito le famiglie riducendone il potere d’acquisto e di conseguenza impoverendo anche il nostro settore. In secondo luogo la concorrenza delle parafarmacie e della grande distribuzione che anche a Ferrara si è fatta sentire per quanto riguarda il mercato del parafarmaco e dei farmaci da banco. Infine la distribuzione di farmaci da parte dell’Asl che provvede a fornire direttamente ai pazienti cronici la maggior parte dei farmaci .

Nonostante tutto questo l’Afm continua a crescere. Come è possibile?

«Credo che tutto questo sia possibile perché non ci siamo mai accontentati, cercando di anticipare i bisogni e le aspettative della gente e fornendo servizi adeguati. La nostra prima farmacia è stata aperta nel 1959 e ne sono seguite altre 10. Qualche anno fa abbiamo inaugurato la Porta Mare Servizi, uno spazio che amplia le possibilità di servizi della nostra principale farmacia. Abbiamo inoltre aperto nell’edificio che già ospita la farmacia Krasnodar un centro di Aerosolterapia per adulti e bambini, dove operano anche un otorinolaringoiatra ed una logopedista: una struttura che non ha uguali in regione. Sempre presso la stessa farmacia di Krasnodar abbiamo un grande spazio completamente dedicato a prodotti per celiaci, nefropatici e diabetici dove operano farmacisti qualificati per ogni consiglio e che rappresenta un punto di riferimento per tutti questi pazienti e che collabora con le associazioni dei malati. Negli anni abbiamo rinnovato le nostre farmacie, o le abbiamo trasferite in locali più adatti e funzionali. Tra tutte vorrei ricordare la nuova farmacia Naviglio che abbiamo aperto lo scorso anno nei locali della vecchia scuola di Quacchio, restituita così ad una funzione sociale che aveva ormai perduto, destinata com’era ad un deterioramento che ne sviliva il valore. Lo stesso si può dire dello stabile ex Tito Miniti di Foro Boario dove oggi trova posto la nostra sede aziendale».

Per l’amministrazione comunale, poi, rappresenta una fonte certa di entrate; nonostante questo non sono pochi quelli che chiedono l’alienazione aziendale con la prospettiva di incamerare risorse fresche.

«Purtroppo - e non solo da oggi - c’è chi, magari ragionando sulla base di aziende pubbliche sparse per l’Italia che non funzionano, trae l’ affrettata conclusione che tutte debbano essere accomunate in una valutazione negativa, senza invece ragionare caso per caso. Per fortuna le Amministrazioni che si sono succedute a Ferrara hanno, in tutti questi lunghi anni, creduto e sostenuto Afm con convinzione per quello che ha fatto ma soprattutto perché tanto potrà ancora dare».

La maggiore soddisfazione?

«Posso con gioia affermare di averne più di una: aver visto l’azienda crescere, e ancora prima aver avuto la possibilità di farla migliorare sviluppando idee e progetti concordate con le amministrazioni che hanno creduto in me. In ogni caso – e chi mi conosce lo sa bene - la soddisfazione più grande è quella che mi devo ancora togliere: non sono capace di stare fermo e di non sognare in grande».



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