L’emorragia di negozi «Il Comune ci aiuti»
di Marcello Pulidori
Viaggio tra i commercianti della zona più turbolenta, tra furti e spaccio di droga La titolare dell’edicola: resistiamo, ma ogni giorno che passa si fa più difficile
3 MINUTI DI LETTURA
Gad senza pace. Anche il commercio piange e il motivo è sempre lo stesso: le scarse condizioni di sicurezza del quartiere.
Mentre nel luogo simbolo del Gad, il Grattacielo, si è deciso di andare avanti con i lavori per mettere in sicurezza l’intero edificio e quindi cercar di scongiurare l’annunciata (dal Comune) demolizione finale delle tre torri e del cosiddetto corpo aggiunto, c’è chi questo quartiere lo frequenta solo di tanto in tanto, come ad esempio i venditori ambulanti che dalle 7 alle 13,45 offrono i loro prodotti ai numerosi cittadini che passano da queste parti. Siamo in Piazzale della Castellina, uno dei luoghi famigerati del quartiere per colpa dello spaccio di droga e delle frequenti liti/risse (soprattutto serali) che si verificano. Qui carabinieri e polizia vengono spesso, chiamati in casi di emergenza dai residenti o per perlustrazioni ordinarie. Ma questo tour del sabato è dedicato ad altro.
Ieri la Nuova Ferrara ha difatti toccato alcuni punti sensibili del commercio, parlando con alcuni operatori il cui parere rappresenta il termometro per misurare la febbre del quartiere Gad.
Alberto Ballanti, venditore ambulante con banco (piadine e formaggi) in Piazzale della Castellina non usa giri di parole: «La zona è malfamata - dice Ballanti, in una bellissima mattinata di sole - , ma c’è di buono che noi siamo qui il sabato mattina, quindi i rischi sono ridotti al minimo. È la notte la fase più pericolosa e che fa paura. Io non ho mai subito furti o altre razzie, certo sarebbe auspicabile per l’intera città che questo quartiere tornasse ad essere più vivibile e tranquillo».
Xiao Peng, cinese, gestisce un negozio di accessori per la telefonia, parla l’italiano così così, ma si fa capire: «La zona non è il massimo - concorda - ma il lavoro è il lavoro, e dunque bisogna andare avanti e cercare di farlo nel modo più serio. Qualche furto comunque l’abbiamo subito anche noi».
Chi non è per nulla soddisfatto di come stanno andando le cose è, invece, Wainer Gilli, barbiere che lavora sotto i portici di Piazzale della Stazione: «Andiamo maluccio - dice subito -, è inutile nascondere la verità. Furti? Mi hanno rubato un orologio di valore, ma so perfettamente chi è stato. Per il resto si potrebbe fare meglio e anche certe istituzioni ci potrebbero aiutare di più».
“Racchiusa” nella sua bella edicola, Corso Piave e stadio Paolo Mazza come panorama, Elisa Ardizzoni sorride ma si sente che qualche problema lo avverte anche lei: «C’è una crisi generale a livello economico che purtroppo - dice Elisa - penalizza anche noi edicolanti, e lo fa pesantemente. Abbiano purtroppo dovuto subire una flessione nelle vendite e questo è un dato di fatto. Non è che si voglia essere disfattisti - prosegue Elisa - , ma certo in questa zona i problemi non mancano. La criminalità, ma non solo. Ci sono anche eventi collaterali, sportivi o di aggregazione, diciamo, che creano qualche impiccio - prosegue Elisa che fa capire che preferisce non approfondire l’argomento - . Ma non sono questi i veri problemi. Conosco molte persone che sono andate ad abitare in altre zone della città, hanno abbandonato questa, perché da queste parti in effetti, soprattutto la sera, la situazione non è delle migliori. Furti? Non da noi in edicola, ma in zona so di tante persone che sono state vittime di ruberie. Potrebbe andare senza dubbio molto meglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mentre nel luogo simbolo del Gad, il Grattacielo, si è deciso di andare avanti con i lavori per mettere in sicurezza l’intero edificio e quindi cercar di scongiurare l’annunciata (dal Comune) demolizione finale delle tre torri e del cosiddetto corpo aggiunto, c’è chi questo quartiere lo frequenta solo di tanto in tanto, come ad esempio i venditori ambulanti che dalle 7 alle 13,45 offrono i loro prodotti ai numerosi cittadini che passano da queste parti. Siamo in Piazzale della Castellina, uno dei luoghi famigerati del quartiere per colpa dello spaccio di droga e delle frequenti liti/risse (soprattutto serali) che si verificano. Qui carabinieri e polizia vengono spesso, chiamati in casi di emergenza dai residenti o per perlustrazioni ordinarie. Ma questo tour del sabato è dedicato ad altro.
Ieri la Nuova Ferrara ha difatti toccato alcuni punti sensibili del commercio, parlando con alcuni operatori il cui parere rappresenta il termometro per misurare la febbre del quartiere Gad.
Alberto Ballanti, venditore ambulante con banco (piadine e formaggi) in Piazzale della Castellina non usa giri di parole: «La zona è malfamata - dice Ballanti, in una bellissima mattinata di sole - , ma c’è di buono che noi siamo qui il sabato mattina, quindi i rischi sono ridotti al minimo. È la notte la fase più pericolosa e che fa paura. Io non ho mai subito furti o altre razzie, certo sarebbe auspicabile per l’intera città che questo quartiere tornasse ad essere più vivibile e tranquillo».
Xiao Peng, cinese, gestisce un negozio di accessori per la telefonia, parla l’italiano così così, ma si fa capire: «La zona non è il massimo - concorda - ma il lavoro è il lavoro, e dunque bisogna andare avanti e cercare di farlo nel modo più serio. Qualche furto comunque l’abbiamo subito anche noi».
Chi non è per nulla soddisfatto di come stanno andando le cose è, invece, Wainer Gilli, barbiere che lavora sotto i portici di Piazzale della Stazione: «Andiamo maluccio - dice subito -, è inutile nascondere la verità. Furti? Mi hanno rubato un orologio di valore, ma so perfettamente chi è stato. Per il resto si potrebbe fare meglio e anche certe istituzioni ci potrebbero aiutare di più».
“Racchiusa” nella sua bella edicola, Corso Piave e stadio Paolo Mazza come panorama, Elisa Ardizzoni sorride ma si sente che qualche problema lo avverte anche lei: «C’è una crisi generale a livello economico che purtroppo - dice Elisa - penalizza anche noi edicolanti, e lo fa pesantemente. Abbiano purtroppo dovuto subire una flessione nelle vendite e questo è un dato di fatto. Non è che si voglia essere disfattisti - prosegue Elisa - , ma certo in questa zona i problemi non mancano. La criminalità, ma non solo. Ci sono anche eventi collaterali, sportivi o di aggregazione, diciamo, che creano qualche impiccio - prosegue Elisa che fa capire che preferisce non approfondire l’argomento - . Ma non sono questi i veri problemi. Conosco molte persone che sono andate ad abitare in altre zone della città, hanno abbandonato questa, perché da queste parti in effetti, soprattutto la sera, la situazione non è delle migliori. Furti? Non da noi in edicola, ma in zona so di tante persone che sono state vittime di ruberie. Potrebbe andare senza dubbio molto meglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
