La disabilità incontra i bambini a scuola
Nuovo progetto del Centro Perez con una classe della Tumiati
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Il teatro come forma d’aiuto per la disabilità. Un progetto avviato ormai da diversi anni da Massimiliano Piva e Alessia Veronese attraverso il Metodo Cosquillas (metodo di apprendimento alternativo basato sul teatro), all’interno del Centro Perez (alla Città del Ragazzo). Si tratta di un laboratorio protetto per persone con disabilità acquisita, che si occupa di chi non ha potenzialità di accesso al mercato del lavoro e di transizione al lavoro per chi ne è momentaneamente escluso. A spiegarci il lavoro svolto e gli ultimi risultati ottenuti è la stessa Veronese: «Siamo partiti con 4 partecipanti - spiega - oggi sono 15. In questi anni il gruppo si è consolidato e si è dato un nome: Bariolé, tradotto dal francese Variopinto. A maggio di quest’anno Silvia Martini, psicologa e mamma di due bellissime bimbe, mi ha chiesto se è possibile fare un piccolo progetto teatrale per la classe di Marta, 3ª elementare, la più grande delle figlie, con il coinvolgimento dei nostri attori del Centro Perez. Le ho parlato della bellissima esperienza fatta l’anno prima con una classe elementare di Migliarino, gli attori della Cooperativa sociale La Pieve Arl, laboratorio protetto di Maiero, e del Csrr Quisisana di Ostellato, all’interno del progetto “A Muso Duro”, coordinato dall’Associazione Il Volano di Migliarino. Il nome che abbiamo dato al progetto era “T R A M AA N D A R E”: insieme ad Elia Mandato, educatore e collaboratore di Cosquillas, abbiamo voluto giocare con questa parola per evidenziare la trasmissione di un sapere, acquisito nel tempo, dei nostri tutor teatrali (gli attori di La Pieve e Quisisana) e la “Trama”, costruita insieme ai bimbi della classe, che ha permesso a tutti di “Andare” oltre. Oltre lo stereotipo, oltre le barriere, esterne e interne, che troppo spesso condizionano ciò che vediamo e viviamo».
Ebbene, la proposta è stata accolta con entusiasmo dalla maestra Simonetta Travagli della scuola primaria “Tumiati”, dai Bariolé, dal Centro Perez e anche dai bimbi della classe IVB. La struttura del progetto ha visto il coinvolgimento della classe per tre lunedì a partire dallo scorso 13 e fino al 27 novembre. «I bambini - racconta la Veronese - hanno utilizzato i tre step principali di Cosquillas: Il Cerchio con la pallina, per conoscersi; I Quadri, per costruire una relazione fra gli attori attraverso la creatività di ognuno; Lo Specchio, per stimolare l’empatia. Alcuni giorni prima di iniziare, Silvia Martini e io siamo andate a raccontare ai bimbi come si sarebbero svolti gli incontri, cosa è il teatro per Cosquillas e chi avrebbero incontrato. Abbiamo detto loro che gli insegnanti di teatro, gli attori del gruppo Bariolé, li avrebbero aiutati grazie alla loro esperienza in questo ambito, persone che nella vita si erano trovati a dover vivere grandi difficoltà, ma con forza e coraggio hanno saputo sperimentare strade nuove per affrontarle. Beh, il primo incontro è stato subito amore a prima vista: le emozioni diventano condivisione e le difficoltà lasciano spazio ad un fare insieme che crea relazioni, legami. Gli occhi di una quarantina di persone, piccole, grandi, con ruoli diversi, abilità diverse, iniziano a cambiare lo sguardo verso l’altro. È proprio alla fine del primo incontro che la classe IVB decide di darsi un nome: “I Bariolini”».
Tre settimane intense e indubbiamente speciali per questi bambini: «Insieme ci siamo divertiti e commossi. Ci siamo sentiti tutti partecipi di qualcosa di nuovo che stava nascendo, che è nato. Ci siamo fatti reciprocamente tantissime domande, ma la cosa più bella è che abbiamo scoperto che possono essere ancora di più le risposte ad un’unica domanda: cosa possiamo fare, tutti noi, per costruire un mondo accessibile a tutti? Bariolé e Bariolini hanno usato una “rampa” comunicativa, condivisa e comune come lo deve essere il codice che usiamo per capire e farci capire. Questo è il teatro che piace a me, a noi, quello fatto di incontri, di scambi, di emozioni e di rispetto dei tempi. Il teatro come strumento per educare alla valorizzazione delle capacità e possibilità di tutte le persone. Diverso da ciò che viene richiesto quando tutto deve essere produzione. Nell’ultimo incontro i Bariolini ci hanno salutato facendo sentire tutti speciali, tantissimi i messaggi che hanno voluto dedicare agli attori del nostro gruppo. Il giovedì successivo, Silvia e io, siamo tornate a scuola per sapere cosa ne pensavano dell’esperienza vissuta con i Bariolé. In coro ci hanno chiesto di poter continuare il percorso, magari l’anno prossimo. Anche a noi piacerebbe molto. Ci piacerebbe farlo diventare un progetto aperto alle scuole, agli insegnanti, alle famiglie, a chi ha voglia di fare un paio d’ore di educazione civica alla settimana, meglio: educazione alla cittadinanza attiva. Così da poter costruire tutte le “rampe” comunicative utili alla condivisione e allo stare insieme».
Anche i Bariolé hanno elaborato questa esperienza e stanno realizzando una sorpresa per i loro “allievi”: un calendario con le foto del percorso e una delle loro frasi/dedica ogni mese dell’anno, perché rimanga vivo il ricordo tutti i giorni.
Al termine di questo percorso inevitabili i ringraziamenti, «in primis a Bariolé e Bariolini, poi a Silvia Martini, a Monica Yong Cerchiai, volontaria del Centro Perez, attrice Bariolé e punto di forza per noi, a tutta l’equipe del Centro Perez con cui collaboriamo da tempo e che ha sempre creduto nel valore di ciò che facciamo, infine - chiude la Veronese - alla maestra Simonetta».
Ringraziamenti, speciali, per i Bariolini della IVB della primaria “Tumiati” quelli di Paolo Sita, attore Bariolé: «I Bariolini hanno occhi speciali con i quali vedono il bello di ogni persona, e catturano le particolarità. Sanno affezionarsi ai Bariolé, che hanno avuto a fianco ed amano esprimere tale affetto con grande entusiasmo: i Bariolini ti fanno sentire unico ed importante, vivo, proprio come sono loro. Inoltre, i Bariolini sono grandi attori, protagonisti pieni di energia, ottimi improvvisatori perché spontanei, giocosi, poeti strabordanti di vivide emozioni. Sono proprio felice di averli conosciuti e non vedo l’ora di tornare a giocare con loro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ebbene, la proposta è stata accolta con entusiasmo dalla maestra Simonetta Travagli della scuola primaria “Tumiati”, dai Bariolé, dal Centro Perez e anche dai bimbi della classe IVB. La struttura del progetto ha visto il coinvolgimento della classe per tre lunedì a partire dallo scorso 13 e fino al 27 novembre. «I bambini - racconta la Veronese - hanno utilizzato i tre step principali di Cosquillas: Il Cerchio con la pallina, per conoscersi; I Quadri, per costruire una relazione fra gli attori attraverso la creatività di ognuno; Lo Specchio, per stimolare l’empatia. Alcuni giorni prima di iniziare, Silvia Martini e io siamo andate a raccontare ai bimbi come si sarebbero svolti gli incontri, cosa è il teatro per Cosquillas e chi avrebbero incontrato. Abbiamo detto loro che gli insegnanti di teatro, gli attori del gruppo Bariolé, li avrebbero aiutati grazie alla loro esperienza in questo ambito, persone che nella vita si erano trovati a dover vivere grandi difficoltà, ma con forza e coraggio hanno saputo sperimentare strade nuove per affrontarle. Beh, il primo incontro è stato subito amore a prima vista: le emozioni diventano condivisione e le difficoltà lasciano spazio ad un fare insieme che crea relazioni, legami. Gli occhi di una quarantina di persone, piccole, grandi, con ruoli diversi, abilità diverse, iniziano a cambiare lo sguardo verso l’altro. È proprio alla fine del primo incontro che la classe IVB decide di darsi un nome: “I Bariolini”».
Tre settimane intense e indubbiamente speciali per questi bambini: «Insieme ci siamo divertiti e commossi. Ci siamo sentiti tutti partecipi di qualcosa di nuovo che stava nascendo, che è nato. Ci siamo fatti reciprocamente tantissime domande, ma la cosa più bella è che abbiamo scoperto che possono essere ancora di più le risposte ad un’unica domanda: cosa possiamo fare, tutti noi, per costruire un mondo accessibile a tutti? Bariolé e Bariolini hanno usato una “rampa” comunicativa, condivisa e comune come lo deve essere il codice che usiamo per capire e farci capire. Questo è il teatro che piace a me, a noi, quello fatto di incontri, di scambi, di emozioni e di rispetto dei tempi. Il teatro come strumento per educare alla valorizzazione delle capacità e possibilità di tutte le persone. Diverso da ciò che viene richiesto quando tutto deve essere produzione. Nell’ultimo incontro i Bariolini ci hanno salutato facendo sentire tutti speciali, tantissimi i messaggi che hanno voluto dedicare agli attori del nostro gruppo. Il giovedì successivo, Silvia e io, siamo tornate a scuola per sapere cosa ne pensavano dell’esperienza vissuta con i Bariolé. In coro ci hanno chiesto di poter continuare il percorso, magari l’anno prossimo. Anche a noi piacerebbe molto. Ci piacerebbe farlo diventare un progetto aperto alle scuole, agli insegnanti, alle famiglie, a chi ha voglia di fare un paio d’ore di educazione civica alla settimana, meglio: educazione alla cittadinanza attiva. Così da poter costruire tutte le “rampe” comunicative utili alla condivisione e allo stare insieme».
Anche i Bariolé hanno elaborato questa esperienza e stanno realizzando una sorpresa per i loro “allievi”: un calendario con le foto del percorso e una delle loro frasi/dedica ogni mese dell’anno, perché rimanga vivo il ricordo tutti i giorni.
Al termine di questo percorso inevitabili i ringraziamenti, «in primis a Bariolé e Bariolini, poi a Silvia Martini, a Monica Yong Cerchiai, volontaria del Centro Perez, attrice Bariolé e punto di forza per noi, a tutta l’equipe del Centro Perez con cui collaboriamo da tempo e che ha sempre creduto nel valore di ciò che facciamo, infine - chiude la Veronese - alla maestra Simonetta».
Ringraziamenti, speciali, per i Bariolini della IVB della primaria “Tumiati” quelli di Paolo Sita, attore Bariolé: «I Bariolini hanno occhi speciali con i quali vedono il bello di ogni persona, e catturano le particolarità. Sanno affezionarsi ai Bariolé, che hanno avuto a fianco ed amano esprimere tale affetto con grande entusiasmo: i Bariolini ti fanno sentire unico ed importante, vivo, proprio come sono loro. Inoltre, i Bariolini sono grandi attori, protagonisti pieni di energia, ottimi improvvisatori perché spontanei, giocosi, poeti strabordanti di vivide emozioni. Sono proprio felice di averli conosciuti e non vedo l’ora di tornare a giocare con loro».
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