il fallimento della costruttori
Crac Coop ancora rinvio Il Carspac: «Tutto assurdo»
E’ davvero un processo senza fine, quello sul crac Coopcostruttori, rinviato anche ieri per cavilli ed errori nelle notifiche, al 15 gennaio prossimo. Un processo estenuante, tanto che gli ex soci...
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E’ davvero un processo senza fine, quello sul crac Coopcostruttori, rinviato anche ieri per cavilli ed errori nelle notifiche, al 15 gennaio prossimo. Un processo estenuante, tanto che gli ex soci Coopcostruttori parlano senza mezzi termini di una assurdità, visto che ancora oggi dopo il crac del 2003, ad oltre 14 anni di distanza non c’è ancora una verità giudiziaria. Ma usare il plurale per soci è alquanto azzardato, visto che presenti anche ieri al processo di appello bis, a Bologna, erano soltanto due di loro tra le migliaia: Giovanni Bigoni e Federico Coatti, del Carspac2, gli unici rimasti in aula dopo anni di attese, anticamere, proteste nei tribunali da Ferrara a Roma e Bologna. «Si parla tanto di burocrazia e basta solo un difetto di una notifica, tra l’altro di un’udienza fissata da tempo (quella di ieri), per far saltare di un altro mese questa vicenda - spiega arrabbiato Bigoni - sono cose davvero assurde e parliamo di un’azienda fallita nel 2003». Ormai la fiducia in questa giustizia lenta, macchinosa ed eccessivamente tecnica, non c’è più: anche se Bigoni e Coatti aspettano come tanti il 15 gennaio prossimo». Quando la Corte d’appello valuterà appieno responsabilità o estraneità dei 19 imputati nel crac. Ieri per quanto riguarda la burocrazia giudiziaria, tutto è saltato per la mancata notifica ad uno degli imputati che era strato stralciato assieme ad un altro imputato. Processi paralleli unificati ieri mattina e quindi il tutto rinviato al 15 gennaio. In quella data, i legali presenteranno le rispettive repliche quindi i giudici valuteranno la sentenza (condanna o assoluzione) oppure potrebbero anche accogliere la richiesta da parte dell’accusa, rappresentata dal pg Nicola Proto di rinnovare l’istruttoria dibattimentale con una nuova perizia o l’audizione dei vecchi periti di Coopcostruttori. Perchè - la tesi dell’accusa - nelle carte vi sono tutti gli estremi per valutare la assoluta fondatezza delle accuse (falso in bilancio per le bancarotte), mentre le difese chiedono venga accolto il rilievo della Corte di Cassazione che ha annullato pressochè tutti i reati di bancarotta, perchè le accuse troppo generiche, carenti, lacunose e insufficienti (solo per scomodare alcuni aggettivi usati dalla Cassazione). Bigoni e Coatti, per il comitato dei soci truffati, scuotono la testa, aspettano ancora «per avere una verità sul crac e a gennaio saranno 15 anni fa».
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