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«La chiesa di Sant’Anna non venga abbandonata»

Filo, l’appello dell’ex parroco Padre Galeati: nel 1988 fece rinascere il tempietto Una lettera all’attuale prete e ai membri del consiglio pastorale affinché vigilino

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FILO. La piccola chiesa di Sant’Anna fa parlare di sé. L’ex parroco padre Giancarlo Galeati ha scritto infatti una lettera all’attuale parroco, don Giuseppe Negretto, ed ai membri del nuovo consiglio pastorale parrocchiale.

«In quest’ultimo periodo e da quando don Etelberto Tregnaghi è scomparso - esordisce Padre Giancarlo nella lettera - sono circolate tante voci circa la “proprietà” della chiesetta di Sant’Anna. Nel 1988 io ed alcuni amici trovammo la chiesetta di Sant’Anna in stato di completo abbandono ormai da anni dopo essere stata chiusa al culto per mancanza di fondi e ridotta a ovile. Non c’era nessun oggetto di culto, panche, statue e quant’altro. C’era solo l’entusiasmo di voler ridare vita a questo luogo ancora consacrato, perché potesse tornare ad essere “segno della presenza di Dio in queste campagne” , cosi come scritto nella maiolica commemorativa della visita canonica del vescovo di Ravenna e Cervia Mons. Amaducci affissa alla parete esterna della chiesetta».

Iniziò il restauro e arrivarono tanti aiuti attraverso una raccolta di fondi. Per festa di Cristo Re in novembre di quell’anno venne celebrata la messa inaugurando i primi lavori con la presenza del Superiore dei Padri Cappuccini di Ravenna Padre Marino Cini che donò diversi oggetti di culto e paramenti sacri. Qualche anno dopo il parroco don Franco riportò le panche e la statua di Sant’Anna che erano state portate a Filo durante il periodo dell’abbandono. Poi vennero venne rifatto il tetto. Dopo l’ordinazione sacerdotale nel 2004 e l’ingresso nella Diocesi ravennate, la vicinanza di Padre Giancarlo (essendo ad Argenta), permise di realizzare gli ultimi lavori. «Un grande grazie lo devo a tutte le persone che mi hanno sempre sostenuto in questi lunghi trent’anni - afferma padre Giancarlo - in cui ci siamo impegnati a tenere in piedi questa chiesetta che oggi più che mai mantiene vivo il ricordo di chiavica di legno nella memoria di chi ancora la ricorda come un fiorente villaggio di campagna ricco di storia e di tradizioni dimenticate. Sono contento di sapere che la parrocchia di Filo voglia assumersi l’incarico di continuare a custodire la chiesetta di Sant’Anna dato che nel testamento don Etelberto ha pensato bene di lasciarla alla parrocchia, anche su mia insistenza dato che in quegli anni ero parroco di Filo. Dal nuovo parroco don Giuseppe Negretto, mi è stato anche detto che posso continuare ad andare a celebrare quando voglio, come in diverse occasioni ho fatto. In questi anni se sono andato a celebrare l’ho fatto perché non avevo altro luogo per incontrare queste persone devote e allo scopo di mantenere viva la preghiera anche nella chiesetta; non l’ho fatto come alcuni dicono per portare via “le pecorelle” da altri ovili o per allontanare le persone dalle parrocchie circostanti».

«Ricordo a tutti - chiude padre Galeati - e soprattutto a chi vuole che la chiesetta sia tolta alla mia cura personale, che se oggi questo luogo è in piedi è perché è stato messo amore nelle cose. È chiaro che come ho detto al parroco, continuerò ad interessarmi alla cura del luogo se questo mi sarà permesso, anche materialmente se ci saranno da affrontare spese, ma se questo non sarà possibile declino ogni responsabilità, poiché non posso accollarmi spese per mantenere un edificio di cui hanno cura e responsabilità altri. Mi auguro che chi prenderà in custodia questo luogo, possa mantenere fede alle promesse prese davanti alla popolazione. Non accada che sia lasciata abbandonata una seconda volta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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