Medicinali di notte Raddoppiano le tariffe
Il diritto di chiamata passa da 3,87 a 7,5 euro. Penalizzati i piccoli Comuni Zavatti (Afm): «Era fermo dal 1993». Nessun esborso extra con ricette urgenti
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Era rimasto invariato per 25 anni, al punto da diventare quasi invisibile. Ma da poco più di un mese il diritto di chiamata, ovvero la tariffa per l’acquisto di medicinali nelle farmacie in orario notturno, è raddoppiato, passando da 3,87 a 7,5 euro.
La novità è stata introdotta da un decreto ministeriale del 22 settembre, entrato in vigore il 9 novembre dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il supplemento sale invece da 7,5 a 10 euro per le farmacie rurali sussidiate, ovvero situate in Comuni con meno di tremila abitanti.
Ed è proprio nei Comuni sotto i tremila abitanti, che l’adeguamento tariffario farà avvertire maggiormente i suoi effetti. Il decreto prevede infatti un supplemento doppio (da 1,55 a 4 euro) anche per l’acquisto di uno o più farmaci durante il servizio diurno “a battenti chiusi”. In questa fascia, nel Ferrarese, rientrano Formignana, Jolanda di Savoia e Masi Torello, mentre Migliaro, altra municipalità micro, tocca qui con mano uno dei vantaggi della fusione.
Nei Comuni sotto i tremila abitanti, si legge nel provvedimento ministeriale, «i diritti addizionali sono dovuti soltanto quando la farmacia effettua servizio a “battenti chiusi” o “a chiamata”, mentre non sono dovuti quando la farmacia effettua servizio a “battenti aperti”, ancorché con modalità che escludono, per misura di sicurezza, il normale accesso ai locali». La tariffa addizionale diurna “a battenti chiusi”, invece, non si applica né per le farmacie rurali non sussidiate (situate in Comuni tra i 3000 e i 5000 abitanti), né nelle farmacie urbane, ovvero in municipalità con più di 5000 abitanti.
«La tariffa per il diritto di chiamata era ferma dal 1993 - sottolinea il direttore di Afm Ferrara, Riccardo Zavatti - quello introdotto dal ministero è un adeguamento a un importo che non veniva toccato da 25 anni».
Il diritto di chiamata è una voce dello scontrino fiscale che il farmacista è tenuto a esigere, e resta invariata indipendentemente dal numero dei medicinali richiesti. Per fare un esempio, prima del nuovo decreto comprare una confezione di Tachipirina da 5 euro (prezzo medio) in orario notturno comportava una spesa di 8,87 euro. Ora invece per lo stesso servizio il cittadino dovrà pagare 12,5 euro in una farmacia urbana, e 15 in una rurale sussidiata. Se, oltre all’antipiretico, il paziente dovesse avere la necessità di acquistare, ad esempio, un altro prodotto di automedicazione, la tariffa aggiuntiva resterebbe sempre di 7,5 euro (per le farmacie urbane) o di 10 euro per quelle rurali sussidiate.
L’unico caso in cui il diritto di chiamata non viene applicato è quando il paziente si presenta con una ricetta con carattere di urgenza compilata dalla guardia medica o da un medico del pronto soccorso. La tariffa suppletiva sarà dunque rimborsata alla farmacia direttamente dal servizio sanitario, insieme al costo del farmaco sulla base di eventuali ticket.
Alessandra Mura
La novità è stata introdotta da un decreto ministeriale del 22 settembre, entrato in vigore il 9 novembre dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il supplemento sale invece da 7,5 a 10 euro per le farmacie rurali sussidiate, ovvero situate in Comuni con meno di tremila abitanti.
Ed è proprio nei Comuni sotto i tremila abitanti, che l’adeguamento tariffario farà avvertire maggiormente i suoi effetti. Il decreto prevede infatti un supplemento doppio (da 1,55 a 4 euro) anche per l’acquisto di uno o più farmaci durante il servizio diurno “a battenti chiusi”. In questa fascia, nel Ferrarese, rientrano Formignana, Jolanda di Savoia e Masi Torello, mentre Migliaro, altra municipalità micro, tocca qui con mano uno dei vantaggi della fusione.
Nei Comuni sotto i tremila abitanti, si legge nel provvedimento ministeriale, «i diritti addizionali sono dovuti soltanto quando la farmacia effettua servizio a “battenti chiusi” o “a chiamata”, mentre non sono dovuti quando la farmacia effettua servizio a “battenti aperti”, ancorché con modalità che escludono, per misura di sicurezza, il normale accesso ai locali». La tariffa addizionale diurna “a battenti chiusi”, invece, non si applica né per le farmacie rurali non sussidiate (situate in Comuni tra i 3000 e i 5000 abitanti), né nelle farmacie urbane, ovvero in municipalità con più di 5000 abitanti.
«La tariffa per il diritto di chiamata era ferma dal 1993 - sottolinea il direttore di Afm Ferrara, Riccardo Zavatti - quello introdotto dal ministero è un adeguamento a un importo che non veniva toccato da 25 anni».
Il diritto di chiamata è una voce dello scontrino fiscale che il farmacista è tenuto a esigere, e resta invariata indipendentemente dal numero dei medicinali richiesti. Per fare un esempio, prima del nuovo decreto comprare una confezione di Tachipirina da 5 euro (prezzo medio) in orario notturno comportava una spesa di 8,87 euro. Ora invece per lo stesso servizio il cittadino dovrà pagare 12,5 euro in una farmacia urbana, e 15 in una rurale sussidiata. Se, oltre all’antipiretico, il paziente dovesse avere la necessità di acquistare, ad esempio, un altro prodotto di automedicazione, la tariffa aggiuntiva resterebbe sempre di 7,5 euro (per le farmacie urbane) o di 10 euro per quelle rurali sussidiate.
L’unico caso in cui il diritto di chiamata non viene applicato è quando il paziente si presenta con una ricetta con carattere di urgenza compilata dalla guardia medica o da un medico del pronto soccorso. La tariffa suppletiva sarà dunque rimborsata alla farmacia direttamente dal servizio sanitario, insieme al costo del farmaco sulla base di eventuali ticket.
Alessandra Mura
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