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«Ok al ricorso anti-demolizione»

«Ok al ricorso anti-demolizione»

L’associazione Grattacielo: per anni tenuto nascosto l’obbligo dell’antincendio

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«Abbiamo già raggiunto, nella sola giornata di domenica, al termine dell’assemblea, le diverse migliaia di euro già sufficienti per poter avviare le procedure di tutela legale». L’associazione Hsl Grattacielo va verso il ricorso al Tar contro la delibera comunale n. 569 che ipotizza la demolizione del condominio di via Felisatti.

Un atto che, ad avviso dell’associazione, ha anche creato una «micidiale confusione» nel mercato: si cita infatti il caso di un agente immobiliare che non avrebbe assunto il mandato di vendita di un appartamento del Grattacielo perché potrebbe essere espropriato o demolito assieme al resto del complesso edilizio. Confusione che non sarebbe stata spazzata via dalle dichiarazioni «circa una non volontà di espropriare e demolire fornite direttamente dal primo cittadino». Non si può scambiare «la lotta al degrado con la messa in difficoltà e la rovina di decine di famiglie che hanno rappresentato un presidio di legalità e che abitano onestamente e seriamente in questo quartiere da decenni», prosegue l’associazione. Che osserva quanto sia «inaudito e sconcertante» che precedentemente ai rilievi del 16 giugno 2017 (l’obbligo di mettere a norma l’edificio, ndr) vi erano state numerose altre comunicazioni e rilievi di cui l’ultima portava la data dell’8 maggio 2009 con lettera indirizzata all’amministratrice condominiale già all’epoca in carica, al sindaco dell’epoca e ad altre autorità ed enti, lettera con la quale si chiedeva con la massima urgenza l’adeguamento dell’impianto alle prescrizioni e alle modifiche intervenute».

Durante «questi 8 anni - prosegue il testo steso dall’associazione - le indicazioni dei vigili del fuoco sono rimaste colpevolmente in un cassetto e non portate a conoscenza dei proprietari». Un intervento «prioritario ed urgente» che è stato «dimenticato e sostituito da una serie di onerosissimi, disgraziati e anche errati interventi di altro genere - sottolinea il documento - che hanno non solo dissanguato le finanze dei proprietari ma anche esposto a serissimi problemi i residenti tutti del fabbricato».

Viene inoltre assicurato che «saremo noi (proprietari degli immobili, ndr) «ad incalzare sul piano antincendio approvato all’unanimità in assemblea condominiale» per chiarire «tempi, spese, rapporti con i vigili del fuoco finalizzati al buon esito del serio e certo programma di lavori necessari per ottenere il nulla osta. Vogliamo che i progetti siano esatti e concordati con l’autorità di vigilanza e presto conosciuti nei dettagli e avviati».

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