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Picchiata e rapinata da quattro uomini armati

di Annarita Bova
Picchiata e rapinata da quattro uomini armati

La banda è entrata alle 8.05 di ieri nella tabaccheria-market “da Angèl”  Il compagno: le hanno puntato la pistola e si sono fatti dare l’incasso di domenica

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BOSCO MESOLA. Rapina amano armata ieri mattina alle 8.05 all’alimentari e tabacchi Sisa di Bosco Mesola. Quattro uomini a volto scoperto sono arrivati davanti al negozio, due di loro sono entrate e gli altri hanno fatto da palo. All’interno la compagna di Fausto Grandini, titolare dell’attività. «Dacci i soldi!», le ha intimato uno dei rapinatori con la pistola in pugno. Lei ha tentennato, ha abbozzato un rifiuto, e l’uomo l’ha schiaffeggiata. A quel punto sotto choc ha consegnato l’incasso della domenica, circa 10.000 euro, e lui, con i suoi complici, è fuggito. La donna, che si chiama Barbara ed ha 43 anni, si trovava sola. Il compagno era appena uscito per portare la figlia a scuola. «Evidentemente ci tenevano d’occhio da un po’ - spiega sconvolto Grandini - Questo è un posto di passaggio, non viene solo gente del posto».

Il Sisa si trova sulla rotatoria all’ingresso di Bosco Mesola. Apre molto presto al mattino e il fatto che sia anche tabaccheria e ricevitoria richiama un gran numero di persone che escono appositamente dalla Romea. «Barbara ora è dal medico, farà fatica a riprendersi. Mi ha raccontato che sono stati attimi tremendi, ha temuto il peggio soprattutto quando ha visto l’arma e quando uno di loro ha iniziato a picchiarla. A picchiarla...». La voce si rompe e a sospirare accanto all’uomo c’è anche il padre della vittima, il quale non riesce a contenere l’emozione: «Avrebbero potuto ucciderla - dice -. Per fortuna ha consegnato i soldi così sono andati via. Ancora non ci credo».

Il market è uno dei pochi che resta aperto anche di domenica. Alla sera, quando hanno chiuso, i titolari hanno portato via l’incasso per riprenderlo poi ieri mattina così da depositare i soldi in banca. «Ci saremmo dovuti dare il cambio - aggiunge Grandini - come facciamo sempre. E invece...». Dopo aver avuto i soldi, i rapinatori sono fuggiti sulla statale Romea, non si sa bene se in direzione Venezia o Ravenna a bordo di una Ford Escort scura vecchio modello. I carabinieri di Comacchio hanno subito iniziato le ricerche ed avvertito i colleghi delle altre provincie. Le indagini si muovo su più fronti. Intanto, stanno cercando di capire se risultano auto rubate del modello descritto dalla vittima e se ci sono delle telecamere in zona. In teoria ci dovrebbero essere le immagini catturate anche dal circuito chiuso del supermercato. Tutto è al vaglio degli inquirenti, che qualche sospetto potrebbero averlo. L’uomo che ha schiaffeggiato la 43enne è italiano, mentre gli altri tre sarebbero stranieri. Mentre il primo ha parlato più o meno a lungo tanto da fare identificare anche il suo accento, il complice all’interno ha detto solo qualche parola e potrebbe essere dell’Est Europa, mentre per gli altri restano dubbi, perché nessuno li ha sentiti parlare.

L’auto su cui viaggiava la banda potrebbe essere stata nascosta in una garage o in una casolare di campagna, perché sembra sparita nel nulla dopo pochi chilometri di corsa sulla Romea.

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