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Un limite per il volume Sì al piano di zonizzazione

Un limite per il volume Sì al piano di zonizzazione

Lidi, lo strumento pronto dopo anni di attesa, ma gli operatori restano delusi Le serate in musica fino alle 2 di notte non possono essere più di sedici

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COMACCHIO . Colma una lacuna durata 25 anni il Piano di zonizzazione acustica approvato la scorsa settimana dal consiglio comunale. L’adozione del piano, che suddivide il territorio in cinque classi in base all’impatto di rumore, risale all’ottobre del 2016, ma il lungo iter previsto per legge si è concluso solo nei giorni scorsi in aula con l’approvazione definitiva.

Il Comune lagunare viene suddivido in 5 classi, la prima delle quali include zone sensibili (scuole, strutture sanitarie), il cui livello di rumore deve essere mantenuto ai minimi termini. Si arriva gradualmente alla quinta classe, relativa alle aree produttive a più forte impatto acustico. «È un piano ultraspecialistico - spiega il sindaco - e non essendo il Comune dotato di professionalità specifiche, si è avviata due anni fa una procedura ad evidenza pubblica, per individuare uno studio specializzato. Si tratta di un piano sicuramente migliorabile - aggiunge Fabbri - atteso da tanto tempo, se si considera che le norme imponevano ai Comuni di adottarlo già a metà degli anni '90».

Redatto dallo studio Vincenzo Baccan di Lendinara, in provincia di Rovigo, il piano di zonizzazione acustica è uno strumento urbanistico che fissa quindi i limiti di rumore specifici per ciascuna delle 5 classi nelle quali è stato suddiviso il territorio. «Può dare certezze e punti di riferimento non solo agli operatori - evidenzia Fabbri -, ma anche agli organi che devono fare i controlli, in primis l’Arpae, specializzata nei rilievi fonometrici e, più in generale, alle forze dell’ordine». In futuro il piano potrà fornire tutta una serie di risposte rispetto alla materia delle lamentele per inquinamento acustico estivo, che già in passato ha visto chiamare in causa il Comune per la musica a volume alto, diffusa da street bar dei Lidi, stabilimenti balneari e discoteche. Il problema, di vecchia data, è noto anche a Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti, il quale ricorda che «il Comune, già prima dell’adozione del piano aveva provato ad estendere da 16 a 25 le serate in deroga alla legge regionale, per diffondere musica fino alle 2 di notte, ma la proposta non è stata accolta. Se non altro, il nuovo piano mette ordine a tutta la materia delle fonti di emissione sonora e di inquinamento acustico. D’ora in poi è sufficiente attenersi al limiti fissati dalla classe di appartenenza».

«È uno strumento che semplifica molto le cose - aggiunge Callegarini - anche per quanto riguarda il regime sanzionatorio».

Prima dell’adozione del piano a un pubblico esercizio che incappava in una violazione per inquinamento acustico veniva comminata una multa da 6mila euro con sospensione di un anno della licenza per svolgimento di attività di pubblico spettacolo o di intrattenimento musicale, mentre il nuovo regime sanzionatorio applica il principio della gradualità. Per ogni eventuale recidiva scatta un aggravio dell’ammenda.

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