Buco di bilancio, passa il piano di riequilibrio
Portomaggiore, è stato approvato dal consiglio comunale con 12 voti a favore La Lega: «Numeri insufficienti a coprire il deficit. Il sindaco deve dimettersi»
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PORTOMAGGIORE. Con 12 voti a favore la maggioranza alle 23.17 dell'altra sera ha votato compatta, in consiglio comunale, il piano di riequilibrio di durata decennale, illustrato dal sindaco Minarelli. Schierata per il no invece la minoranza, tra le file della quale, per voce di Gian Luca Lombardi, capogruppo della Lega Nord, è giunta la richiesta di dimissioni del sindaco, definite dall'esponente del Carroccio "un atto di dignità". Minarelli ha tenuto testa al fuoco di fila delle contestazioni al piano di rientro da 5 milioni di euro, spalmati in 10 anni, ritenuto da Ilario Bianchi (Lega Nord) «irricevibile e non realizzabile, con numeri insufficienti a coprire il buco di bilancio». Giovanni Tavassi, capogruppo del Gruppo Misto ha presentato un emendamento al piano, basato sul «dimezzamento dei costi della politica con riduzione del 50% dell'indennità del sindaco, degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali». L'emendamento, «in quanto sprovvisto di quantificazioni numeriche», non è stato accolto, previo parere negativo sotto il profilo tecnico-contabile della dirigente Cristina Zandonini, titolare di incarico temporaneo, in forza di un accordo con il Comune di Comacchio e del revisore unico dei conti. Sui costi della politica il sindaco Minarelli ha messo al tappeto gli avversari, asserendo che «da 7 anni nè il sottoscritto, nè gli assessori chiedono rimborsi per autostrada o pedaggi e tutti usiamo le nostre auto. Non passi l'idea che in qualche modo sono aumentati i costi della politica, perchè semmai è vero il contrario». In merito al faticoso piano di rientro, i cui vantaggi dovrebbero dispiegarsi a partire dal 2021 per via della scadenza di diversi mutui e dei pensionamenti, il primo cittadino portuense ha rimarcato il valore di un'operazione chirurgica certosina, che punta, oltre alla razionalizzazione e alla rivisitazione di alcuni servizi (trasporto scolastico, buoni mensa ed esternalizzazione del nido), anche ad intensificare gli accertamenti tesi al recupero dell'evasione fiscale tributaria, «per introitare somme importanti dagli evasori», sino alla conversione delle modalità di pagamento dei servizi al pre-pagato, «per evitare situazioni di insoluto». Una fetta consistente per il piano di rientro, pari a 500mila euro già accantonati, dovrebbe arrivare anche dalla "vertenza Cesari", legata all'esproprio di Piazza Repubblica, vertenza giunta in Cassazione. «Abbiamo difeso con le unghie e con i denti - ha sottolineato Minarelli - il Pof delle scuole, il sostegno all'handicap, la cultura, le borse lavoro e le rette degli anziani». (k.r.)
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