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«Un fondo per non andare a fondo»

«Un fondo per non andare a fondo»

L’appello degli Azzerati Carife: più soldi ai risparmiatori e lo Stato li garantisca

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Da anni alzano la voce e si dicono “azzerati ma non rassegnati” e adesso continuano proteste e fanno proposte per un «fondo che serva per non andare a fondo». Creativi e incisivi, i comitati di Risparmiatori Azzerati Carife che assieme ai risparmiatori delle banche venete, lanciano un appello «a forze politiche, istituzioni, a tutti i parlamentari perchè si impegnino concretamente ed immediatamente affinchè il Fondo per i risparmiatori traditi, approvato al senato il 28 novembre 2017, sia profondamente modificato nel corso dell’iter parlamentare di approvazione della Legge di Bilancio 2018, per ristorare realmente le vittime inconsapevoli dei dissesti finanziari, rendendolo accessibile a tutti i risparmiatori danneggiati dal crack di Carife ora Bper».

Arrabbiati e non rassegnati e propositivi, dicevamo, visto che fanno della concretezza la parola d’ordine. Chiedendo che non si attendano gli esiti dei processi ma si arrivi alla «eliminazione del prerequisito della riconoscibilità del danno ingiusto subito con sentenza passata in giudicato o altro titolo equivalente, attraverso la semplificazione dell’accertamento per l’accesso al Fondo»

E ancora si arrivi ad una Commissione di conciliazione o Arbitrato irrituale «con procedimento di accertamento del diritto di accesso al fondo a mezzo di istruttoria su base documentale». Altro punto di proposta «l’ampliamento della dotazione finanziaria del Fondo: le risorse dei conti dormienti sono un serbatoio consistente che va ben oltre i 25 milioni annui previsti, ai quali dovranno aggiungersi le risorse delle banche con il fondo interbancario». E infine, accelerare i tempi: «con la riduzione dei tempi di attuazione della norma che prevede il Fondo, attraverso decreti attuativi da emanare entro 60 giorni, invece dei 180 previsti». Ultimo e non ultimo i risparmiatori Azzerati di Carife chiedono il ripristino del diritto alla tutela del risparmio, sancito dall’articolo 47 della Costituzione italiana, «attraverso un’assunzione di responsabilita’ da parte dello Stato che restituisca i risparmi ai risparmiatori traditi». Il tutto in attesa di processi e inchieste in corso. Quello sul crac-aumento capitale Carife riprende oggi, con l’udienza dedicata alle arringhe difensive di un parte dei 12 imputati: la decisione del giudice Piera Tassoni, se ordinare o meno il processo, è attesa per il 19 dicembre



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