l’attesa
Fermi davanti all’ingresso: «A voi vèdar al president»
Sono una quindicina le persone che aspettano, e sperano, di vedere il Capo dello Stato. È qui per inaugurare il restauro di un’altra importante parte dell’edificio che ospita il museo nazionale dell’e...
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Sono una quindicina le persone che aspettano, e sperano, di vedere il Capo dello Stato. È qui per inaugurare il restauro di un’altra importante parte dell’edificio che ospita il museo nazionale dell’ebraismo e della Shoah e anche la mostra “Ebrei, una storia italiana - I primi mille anni”. Appostati sui marciapiedi davanti all’ingresso del Meis (lato di via Piangipane) restano in attesa. Il freddo è pungente, ma si può resistere, almeno per un po’. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è appena a pochi metri di distanza; all’interno della struttura. Non capita spesso di avere il Capo dello Stato a una dozzina di passi e allora, perché non approfittarne? Tra gli estimatori, o semplicemente tra i curiosi, anche qualche bambino che interessato e anche un po’ divertito dalla situazione, aspetta di vedere con i propri occhi il presidente della Repubblica. Alle 17.40 Mattarella è già all’interno del Meis. «Ma è entrato dall’altro lato?», chiede qualcuno. Si abbozzano risposte ma nessuno sa dire con precisione se davvero sia o non sia già dentro. Passano i minuti, la curiosità della prima ora inizia a cedere il passo all’insofferenza.
Si avvicina l’ora della cena, la temperatura scende e stare in piedi al freddo non è poi così galvanizzante. «Aspettiamo ancora un po’ - dice una badante che accompagna una signora anziana - e poi se non lo vediamo andiamo a casa», «No - risponde la donna - mi a voi vedar al president!». Le lancette corrono. I primi “disertano”. «Ma se esce da dove è entrato, e cioè non da qui, cosa aspettiamo a fare?», chiede un altro. La domanda fa discutere. Qualcuno borbotta, qualcuno annuisce, altri tacciono. Tutti hanno gli occhi fissi davanti all’ingresso, non vogliono correre rischi ma nulla si muove. Poi ai primi rinunciatari ne seguono altri. «Il presidente - dice uno imbracciando la sua bici pronto ad andarsene - lo vedrò per televisione».(s.g.)
Si avvicina l’ora della cena, la temperatura scende e stare in piedi al freddo non è poi così galvanizzante. «Aspettiamo ancora un po’ - dice una badante che accompagna una signora anziana - e poi se non lo vediamo andiamo a casa», «No - risponde la donna - mi a voi vedar al president!». Le lancette corrono. I primi “disertano”. «Ma se esce da dove è entrato, e cioè non da qui, cosa aspettiamo a fare?», chiede un altro. La domanda fa discutere. Qualcuno borbotta, qualcuno annuisce, altri tacciono. Tutti hanno gli occhi fissi davanti all’ingresso, non vogliono correre rischi ma nulla si muove. Poi ai primi rinunciatari ne seguono altri. «Il presidente - dice uno imbracciando la sua bici pronto ad andarsene - lo vedrò per televisione».(s.g.)
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