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«Igor? Non so dove sia Difendo il suo fantasma»

di Daniele Predieri
«Igor? Non so dove sia Difendo il suo fantasma»

Via al processo per le rapine dell’estate 2015 al pluriomicida super latitante Il difensore: «Accusato solo dai suoi complici, e negli atti non ci sono prove»

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Lui non c’è, ovviamente: Vaclavic Igor, nato il 21/10/1976 a Russia (Russia), come riportato sul ruolo d’udienza, il foglio dei processi del giorno fuori dall’aula del tribunale, dove non è riportato nemmeno il suo vero nome, Norbert Feher, nato a Subotica (Serbia). Dunque, fantasma di fatto e di nome, perchè Igor/Nobert è “irreperibile”, dichiarato latitante, ma si deve processare, in contumacia. E allora, parte il processo, per tre rapine commesse nell’estate 2015, secondo l’accusa di procura, carabinieri e polizia, con la sua banda composta da Ivan Pajdek e Patrik Ruszo, che hanno già incassato in abbreviato, davanti al gup, rispettivamente 15 anni e 14 di condanna (sono gli stessi dell’omicidio Tartari condannti in altri processi rispettivamente a 30 anni e all’ergastolo, tanto per far capire di chi stiamo parlando). Tre rapine che risalgono all’estate del terrore 2015 (prima dell’omicidio Tartari): rapine che per Igor/Norbert sono il male minore, perchè latitante in fuga da due omicidi e un tentato omicidio.

Per processarlo (in aula il collegio Giacomelli, Landolfi e Lepore, pm Savino) però non c’è fretta: così l’udienza di ieri mattina è stata subito rinviata al 17 ottobre 2018 dopo aver accolto la lista testimoni, una decina tra ispettori di polizia e carabinieri che fecero le indagini e i suoi due coimputati, Pajdek e Ruszo. Gli unici accusatori di Igor: «Sto difendendo un fantasma, lo so - ha spiegato l’avvocato Cristian Altieri, nominato da tempo d’ufficio - un imputato che in questo processo è accusato solamente dai suoi presunti complici, che lo indicano come capo della banda pur non ricordandone il nome (riferimento ai verbali generici di Pajdek e Ruszo, ndr). Ma al di là di queste accuse non vi sono riscontri. E credo - spiega tecnicamente il legale d’ufficio - che questo processo sia comunque frutto della pressione che c’è stata». Sul caso Igor, su ciò che Igor è diventato dopo, un killer spietato.

«Dove è Igor? - ironizza Altieri - Me lo chiedono tanti giornalisti, non so cosa rispondere. Mai sentito nè immagino dove possa essere. Ribadisco che dalle poche carte del processo, in una situazione neutra vi sarebbero più margini per una difesa». Ma l’imputato è Igor/Norbert, l’uomo inseguito e braccato dall’aprile scorso dopo aver ucciso prima Davide Fabbri, a Budrio e poi Valerio Verri nel Mezzano. Da allora tanti lo cercano, senza risultati, con uno spiegamento di forse e attività investigative senza precedenti che continuano ancora oggi. Sperando di catturarlo. Per questo motivo i giudici hanno rinviato il processo di un anno: nel caso venisse arrestato la data potrà essere anticipata.

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