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«Nessun crac per Carife 6 e BancaRomagna»

«Nessun crac per Carife 6 e BancaRomagna»

Aumento capitale. Le difese: non ci fu scambio irregolare di azioni. Udienza al freddo, riscaldamento in tilt

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Continuano le arringhe difensive, il processo si fa sempre più estremamente tecnico, vista la materia dell’aumento di capitale, con gli avvocati degli imputati che chiedono senza giri di parole il proscioglimento. L’udienza preliminare sul crac Carife legato all’aumento di capitale è ormai alle ultime battute. Ieri è stata la volta dei legali Giovanni Ponti e Filippo Sgubbi prendere la parola in aula davanti al gup Piera Tassoni e al pm Stefano Longhi, per chiedere in un punto di diritto e con argomentazioni tecniche che non vi sono riscontri nell’accusa delle responsabilità dei loro assistiti. Ponti per Michele Masini, della società di revisione Deloitte & Touche ha spiegato che non ci sono elementi di prova, a fronte dei quali possa esser prospettabile l’accusa (concorso in ostacolo vigilanza e falso in prospetto). Nelle carte del processo non vi sarebbe nulla che porti a sostenere un coinvolgimento della società di revisione dal punto di vista giuridico, poichè non sussiste il reato. Altre accuse ma stesse argomentazioni di assoluta mancanza di prove, per le posizioni di Paolo Govoni, di Carife Sei e Tedorico Nanni di Banca Romagna: due società del gruppo Carife, accusate e così i loro ressponsabili dello scambio reciproco di azioni che portò alla fittizietà del patrimonio e dunque la bancarotta.

Sgubbi è stato molto diretto, spiegando che le risorse impegnate in questo scambio di azioni non erano della Carife ma patrimonio delle stesse due società che hanno usato risorse proprie e non di Carife, la consociata più grande. Il giudice Piera Tassoni ha più volte indicato e ricordato, però, ai difensori che le loro argomentazioni erano in realtà analisi delle posizioni da poter illustrare in sede di processo non ora, nella fase in cui l’inchiesta si trova, all’udienza preliminare: il giudice deve valutare se vi siano perlomeno rilievi su cui poter celebrare il processo, durante il quale si potranno approfondire questioni difensive in modo più articolato e approfondito. L’udienza durata tutta la mattina ha risentito soprattutto di un fattore termico: non funzionava l’impianto di riscaldamento, e per oltre due ore e mezza l’udienza si è dibattuta al freddo, tant’è che oggi l’udienza verrà celebrata in altra aula con pompe di calore.

Oggi sarà la volta di altri difensori (Bezzi e Fasano) quindi il 19 dicembre prossimo toccherà agli ultimi legali (Casartelli, Martines e Rossetti) e quindi, il giudice potrebbe in quella data decidere la propria ordinanza: se mandare tutti e 12 a processo, o fare una selezione tra le posizioni che i difensori ritengono di secondo piano.



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