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Obiettivo sensibile da presidiare Chiesto un rinforzo di soldati

Obiettivo sensibile da presidiare Chiesto un rinforzo di soldati

La storia “ufficiale” del Meis inizia oggi, senza che sia stato risolto il nodo relativo alla sicurezza. Il museo è protetto da una sorveglianza privata e è oggetto di particolari attenzioni da parte...

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La storia “ufficiale” del Meis inizia oggi, senza che sia stato risolto il nodo relativo alla sicurezza. Il museo è protetto da una sorveglianza privata e è oggetto di particolari attenzioni da parte delle forze dell’ordine impegnate sul territorio, ma essendo inserito nella lista nazionale degli obiettivi sensibili, a maggior ragione dopo le tensioni scatenate a livello globale dal riconoscimento Usa di Gerusalemme come capitale d’Israele, è in predicato di ottenere un presidio permanente di sicurezza. La questione era stata posta nei mesi scorsi dall’ex prefetto Michele Tortora, che aveva ipotizzato lo spostamento dei militari impegnati nel quartiere Gad proprio al Museo dell’ebraismo e della Shoah, una volta ufficializzata la sua apertura. La questione è delicata perché, in queste settimane, i militari hanno marcato in maniera visibile la loro presenza nelle zone battute dagli spacciatori, attorno al Grattacielo e all’Acquedotto, ottenendo a detta di residenti e osservatori risultati non tanto in termini di arresti o sequestri di droga (non ci sono peraltro dati ufficiali in merito), quanto di “deterrenza”.

Il nuovo prefetto Michele Campanaro, il giorno del suo insediamento, aveva fatto cenno alla questione-Meis, che però non è stata ufficialmente trattata nei tavoli della sicurezza. Risulta che il prefetto, abituato a contingenti molto più consistenti di militari impegnati nell’ordine pubblico nella Terra dei fuochi dove operava, abbia fatto richiesta di potenziare il nucleo “ferrarese”, composto da 12 uomini. Si può eventualmente ipotizzare, in attesa di una risposta su questo fronte, un impiego dell’attuale contingente più mirato sulla zona di via Piangipane e di via Darsena, allargando così l’area di pattugliamento, ma cambiare totalmente l’ambito operativo dei militari sembra in questo momento difficilmente praticabile. Se poi a primavera dovessero davvero arrivare i rinforzi delle forze dell’ordine promessi dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, la coperta potrebbe rivelarsi sufficiente ad affrontare le nuove esigenze.

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