Calotte e tessere Arrivano sanzioni fino a 500 euro
Nel nuovo regolamento multe pure per chi non ritira la carta Autocertificazioni per i pannoloni, il Pd: incentivi ai lavabili
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Fino ad oggi è stata una rivoluzione “dolce”, quella dei rifiuti, nel senso che a sgarrare non si rischia nulla. Da domani, cioè dall’approvazione del nuovo regolamento che andrà in commissione oggi pomeriggio, sotto le calotte spunteranno le spine. Le violazioni al regolamento, come conferimenti sbagliati (sia nel tipo di cassonetto che nella qualità) o mancato ritiro della Carta smeraldo, saranno infatti sanzionate con «la sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra un minimo di euro 50 a un massimo di euro 500», c’è scritto nell’articolo 22. In effetti il regolamento prevede l’obbligo, non la facoltà, da parte dell’utente di «ritirare la dotazione personalizzata entro dieci giorni dalla comunicazione»: Hera non ha ancora reso noto il dato ormai semi-definitivo delle Carte smeraldo distribuite, con il relativo gap rispetto alle utenze, ma gli aggiornamenti più recenti davano parecchie migliaia di utente inadempienti. Non ce ne sarebbe forse bisogno, ma il comma 6 dell’articolo 15 specifica che «il mancato ritiro della dotazione o il mancato conferimento dei quantitativi minimi misurati non comporta alcun esonero totale o parziale del pagamento della relativa quota di tariffa». Per gli inadempienti «il quantitativo minimo di rifiuti misurati è calcolato sulla base di un contenitore fittizio», la cui volumetria sarà determinata dalla delibera che accompagna il regolamento. Resta tra parentesi ancora da indicare con la medesima modalità il rapporto tra famiglie e aziende per quanto riguarda la distribuzione del costo complessivo del servizio, che il Comune ha già anticipato di voler cambiare in maniera significativa, anche perché le imprese possono scaricare il 10% di Iva.
Il regolamento introduce qualche specifica sul bonus di 200 aperture di calotta per le famiglie oberate di pannolini e pannoloni. La riduzione dev’essere certificata a Hera: nel caso di bambini con meno di 36 mesi, l’autocertificazione va presentata una sola volta «entro 30 giorni dalla data in cui si è verificato il presupposto», formula un po’ criptica che dovrebbe alludere al giorno di nascita del bimbo o entro il 31 gennaio 2018; per gli incontinenti, invece, ci sono sempre i 30 giorni per la prima istanza e dovrà essere ripresentata entro il 31 gennaio di ogni anno, con tanto di certificati di medico o Asl. Da sottolineare che nel regolamento resta la formulazione più rigida per l’esenzione di unità immobiliari chiuse, che non pagheranno la Tari solo se «inutilizzate e prive di qualsiasi allacciamento ai pubblici esercizi e completamente prive di arredi, attrezzature o macchinari, purché tale circostanza sia da idonea documentazione e limitatamente al periodo» in cui restano in queste condizioni.
Si annuncia già una richiesta di accompagnamento al regolamento, con «incentivi per l’acquisto di pannolini lavabili, più ecologici e meno impattanti dal punto di vista della produzione dei rifiuti». È Davide Bertolasi (Pd) ad anticipare la presentazione di un atto d’indirizzo di consiglio comunale che vada in questa direzione.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il regolamento introduce qualche specifica sul bonus di 200 aperture di calotta per le famiglie oberate di pannolini e pannoloni. La riduzione dev’essere certificata a Hera: nel caso di bambini con meno di 36 mesi, l’autocertificazione va presentata una sola volta «entro 30 giorni dalla data in cui si è verificato il presupposto», formula un po’ criptica che dovrebbe alludere al giorno di nascita del bimbo o entro il 31 gennaio 2018; per gli incontinenti, invece, ci sono sempre i 30 giorni per la prima istanza e dovrà essere ripresentata entro il 31 gennaio di ogni anno, con tanto di certificati di medico o Asl. Da sottolineare che nel regolamento resta la formulazione più rigida per l’esenzione di unità immobiliari chiuse, che non pagheranno la Tari solo se «inutilizzate e prive di qualsiasi allacciamento ai pubblici esercizi e completamente prive di arredi, attrezzature o macchinari, purché tale circostanza sia da idonea documentazione e limitatamente al periodo» in cui restano in queste condizioni.
Si annuncia già una richiesta di accompagnamento al regolamento, con «incentivi per l’acquisto di pannolini lavabili, più ecologici e meno impattanti dal punto di vista della produzione dei rifiuti». È Davide Bertolasi (Pd) ad anticipare la presentazione di un atto d’indirizzo di consiglio comunale che vada in questa direzione.
Stefano Ciervo
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