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Dalle Valli al mare Le anguille tornano libere

Dalle Valli al mare Le anguille tornano libere

Lido Estensi, migliaia di pesci possono tornare nel Mar dei Sargassi per riprodursi Un viaggio di oltre settemila chilometri monitorato dall’Università di Ferrara

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 Liberate in mare le anguille di Valle, per dare nuova linfa agli studi scientifici attorno al percorso, per certi versi ancora misterioso, di un pesce che va a riprodursi nel lontano Mar dei Sargassi. Un quantitativo di anguille adulte, denominate argentine per la colorazione argentea che al momento della migrazione prende il posto di quella verde-giallastra, è stato liberato ieri mattina nella foce del canale Logonovo al Lido degli Estensi, per permetterne la migrazione riproduttiva lungo un tragitto, attraverso il golfo del Messico, di oltre 7mila chilometri.
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«Quest’anno si è ottenuta una pesca abbondante delle anguille in valle - ha sottolineato il vicesindaco Denis Fantinuoli - pesca che rappresenta un'inversione di tendenza ad un trend in diminuzione che si registrava dal 1980. Questo è l'anno in cui presidenza del Parco del Delta e prima carica del Comune sono state assunte da una figura unica, che ha permesso, attraverso una rete di collaborazioni istituzionali, di raggiungere questo risultato straordinario».
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La controtendenza sui quantitativi di anguille pescate, che nel 2016 si aggiravano sui 40 quintali e che oggi sono quasi quadruplicate, è dipesa da un cambiamento della gestione idraulica del comprensorio vallivo. Il piano, approvato in via definitiva dalla Regione, ha così creato i presupposti per dare il via al progetto di tutela e conservazione della specie “anguilla anguilla”, inserita nel 2013, come ha spiegato il biologo dell’Università di Ferrara Mattia Lanzoni, nella lista rossa in pericolo di estinzione. L’operazione compiuta ieri a tutela della specie è dunque in linea con le direttive europee e con i Piani di gestione nazionale regionale.

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«È un progetto di alto valore conservazionistico - ha commentato la direttrice del Parco del Delta, Maria Pia Pagliarusco - perché i risultati di studi compiti dal 2010 ad oggi, dimostrano che la qualità riproduttiva delle anguille di Comacchio è la più alta in Italia e in Europa». Le anguille liberate, di età compresa tra 6 e 9 anni, del peso tra 8 etti e due chilogrammi impiegheranno alcuni mesi per arrivare alla meta finale. Tra un anno e due mesi i loro “piccoli” (anguille cieche) compieranno il viaggio a ritroso dal Mar dei Sargassi alle valli di Comacchio. «Questa operazione testimonia i frutti importanti di una buona collaborazione - ha sottolineato la consigliera regionale Marcella Zappaterra - tra istituzioni. È un lavoro che arriva da lontano e dimostra quanto Parco, Valli e questo territorio siano ben presenti nelle politiche regionali». Mettendo il risalto il lavoro svolto «dal punto di vista scientifico e non solo ambientale», il sindaco Fabbri, anche in veste di presidente del Parco, ha ringraziato Farinelli e dipendenti dell’ente, i biologi Mattia Lanzoni e Giuseppe Castaldelli dell'Ateneo di Ferrara e la regione per il percorso condiviso con l'attuazione del piano di gestione delle Valli.

Katia Romagnoli
 

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