vigarano pieve
«La Chiesa aiuta le coppie ferite»
Chiesa affollata per l’incontro con l’arcivescovo Perego
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VIGARANO PIEVE. La chiesa provvisoria era affollata, l'altra sera, per la conclusione della serie di conferenze organizzate dall'Azione cattolica alla luce dell'esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, di Papa Francesco.
Relatore l’arcivescovo della diocesi Ferrara Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego chiamato a commentare il capitolo ottavo, dell'esortazione apostolica, con particolare riferimento all'argomento "La Chiesa e le ferite del matrimonio".
Argomento non facile, interessante e di grande richiamo. «Il capitolo ottavo dell'esortazione - ha spiegato monsignor Perego - non è un tentativo del Papa di avvicinare le coppie separate e quelle conviventi all'Eucarestia come, erroneamente, hanno riportato alcuni organi di informazione. Lo spirito vero è di accompagnare tutte le coppie nel loro percorso, all'interno del matrimonio religioso, e nel contempo valutare cosa fare per aiutare le coppie, che presentano ferite nella loro unione non regolare, per non farle sentire escluse dalla Chiesa».
Si è sottolineato l'obiettivo di cercare di mantenere tutti all'interno della Chiesa in quanto istituzione che, per prima, ha creato il diritto d'asilo.
«Anche il matrimonio religioso - ha continuato l’arcivescovo - può presentare limiti e problemi perché durante il suo cammino ci sono gradi che devono essere rinnovati e perfezionati nella carità e nell'amore. Il sacramento del matrimonio non è una conquista ma un obiettivo al quale si deve sempre puntare in prospettiva».
Gran parte delle coppie che si apprestano al matrimonio religioso già convivono, cosa fare? «Queste situazioni - ha subito risposto monsignor Perego - richiedono un supplemento di accompagnamento per portarli verso un matrimonio cristiano convinto e senza condizionamenti».
La conclusione finale è stata che l'esortazione apostolica “Amoris Laetitia” è uno strumento che aiuta a capire anche le novità che, a suo tempo, erano contenute nel concilio Vaticano secondo.
Giuliano Barbieri
Relatore l’arcivescovo della diocesi Ferrara Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego chiamato a commentare il capitolo ottavo, dell'esortazione apostolica, con particolare riferimento all'argomento "La Chiesa e le ferite del matrimonio".
Argomento non facile, interessante e di grande richiamo. «Il capitolo ottavo dell'esortazione - ha spiegato monsignor Perego - non è un tentativo del Papa di avvicinare le coppie separate e quelle conviventi all'Eucarestia come, erroneamente, hanno riportato alcuni organi di informazione. Lo spirito vero è di accompagnare tutte le coppie nel loro percorso, all'interno del matrimonio religioso, e nel contempo valutare cosa fare per aiutare le coppie, che presentano ferite nella loro unione non regolare, per non farle sentire escluse dalla Chiesa».
Si è sottolineato l'obiettivo di cercare di mantenere tutti all'interno della Chiesa in quanto istituzione che, per prima, ha creato il diritto d'asilo.
«Anche il matrimonio religioso - ha continuato l’arcivescovo - può presentare limiti e problemi perché durante il suo cammino ci sono gradi che devono essere rinnovati e perfezionati nella carità e nell'amore. Il sacramento del matrimonio non è una conquista ma un obiettivo al quale si deve sempre puntare in prospettiva».
Gran parte delle coppie che si apprestano al matrimonio religioso già convivono, cosa fare? «Queste situazioni - ha subito risposto monsignor Perego - richiedono un supplemento di accompagnamento per portarli verso un matrimonio cristiano convinto e senza condizionamenti».
La conclusione finale è stata che l'esortazione apostolica “Amoris Laetitia” è uno strumento che aiuta a capire anche le novità che, a suo tempo, erano contenute nel concilio Vaticano secondo.
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