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«La sanità è cambiata ma questa provincia non è maglia nera»

«La sanità è cambiata ma questa provincia non è maglia nera»

Parla Nicola Rossi, presidente Conferenza socio-sanitaria «Bene la nuova rete ospedaliera, trasporti da migliorare» 

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Sono stati cinque anni di grandi trasformazioni per la sanità ferrarese. L’apertura dell’ospedale di Cona, l’insediamento delle Case della salute, il trasloco di importanti servizi come il San Giorgio, la chiusura di altri come il punto nascita di Lagosanto, la scomparsa di tre ospedali, i tagli al bilancio delle aziende sanitarie locali...Si potrebbe continuare a lungo per compilare l’elenco delle grandi manovre che hanno segnato l’ultimo quinquennio ma anche seminato dubbi, rimpianti e apprensioni.

Perplessità, se non giudizi negativi, che hanno trovato riscontro nell’indagine effettuata da Ires per conto di Fedeconsumatori, Auser e Cgil sulla soddisfazione dell’utenza rispetto alle risposte date ai bisogni della popolazione dal sistema sanitario locale. Punto di osservazione speciale sulla riorganizzazione è stata in questi anni la Conferenza socio-sanitaria territoriale, che ha approvato le innovazioni poi applicate sulla rete. Il presidente, Nicola Rossi, che è anche sindaco di Copparo, uno dei territori che ha “sofferto” la perdita dell’ospedale, al cui posto è nata e si è sviluppata una Casa della Salute. Rossi contesta la posizione di “maglia nera” per Ferrara nello spettro delle percezioni dell’utenza regionale e locale. «Ormai siamo abituati a sentirci dire che Ferrara è il fanalino di coda, al punto che ce lo diciamo da soli», osserva il presidente.

Ma se è vero che «non va tutto bene», aggiunge, è anche vero che «qualche (timido) risultato il percorso intrapreso inizia a darlo. Mi riferisco alla trasformazione in hub e spoke della rete sanitaria, la realizzazione di strutture ospedaliere altamente specializzate individuate come punto di riferimento (hub) per il trattamento di patologie caratterizzate da elevata complessità (il Sant’Anna, ndr), a cui sono direttamente collegati a raggiera una serie di centri periferici (spoke) con ruolo di valutazione, filtro e assistenza dei casi meno gravi o cronici. Dopo 5 anni questo passaggio fondamentale si è compiuto». Un passo decisivo per la sanità ferrarese, che si è portato dietro molte criticità, a partire, ad esempio, dal superafflusso dell’utenza dalla provincia verso Cona. Rossi, in parte, la spiega così: «Il territorio ferrarese ha più di altri un’alta percentuale di popolazione anziana e questo si traduce in una maggiore richiesta di prestazioni sanitarie».

Ciò nonostante, «a mio parere - precisa il presidente della Conferenza - un grosso e proficuo lavoro sulle liste d’attesa è stato fatto e i risultati si vedono. Certo, ci sono ancora persone che si trovano a dover attendere tempi molto lunghi prima della visita specialistica, ma questi episodi sono in netto calo».

La provincia, inoltre, non presenta «una carenza di specialisti, bravi e competenti. Stiamo lavorando per mantenere strategico il ruolo dei medici di famiglia, tratto di unione tra le strutture ad alta complessità e Case della Salute per la gestione delle post-acuzie».Tra i nei, il trasporto pubblico. È evidente il ritardo con cui si è affrontata la questione: avere una struttura sanitaria ad alta complessità (il Sant’Anna, ndr) ma difficile da raggiungere è e rimane un problema, a cominciare da una rete di bus più snella, dalla metro di superficie che ancora non c’è, da percorsi ciclabili e da una corretta gestione dei parcheggi, in una parola occorre mettere a sistema una mobilità sostenibile degna di questo nome».

Per l’assistenza, le Case della Salute sono le strutture in grado di gestire i pazienti «nella fase di pre e post acuzie (prima e dopo il periodo in cui si presenta la malattia, ndr), il più vicino possibile al contesto familiare, mentre Cona e le altre strutture ospedaliere sono i nostri punti di eccellenza per la gestione della fase acuta della malattia». La sfida dei prossimi anni sarà trovare «soluzioni concertate con tutte le realtà interessate». (gi.ca.)

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