“Spese pazze” in Regione Montanari è stato assolto
di Marcello Pulidori
L’ex consigliere: «Finisce un incubo, penso a chi mi ha aiutato a fare il meglio» Vitellio: «Bella giornata per il Pd». A giudizio in tredici, condannato solo Monari
2 MINUTI DI LETTURA
Assolto, come aveva già chiesto in aula il pubblico ministero. È stato un giorno importantissimo, quello di ieri, per Roberto Montanari, argentano, storico esponente della sinistra politica, ex consigliere regionale del Partito Democratico, nonché attuale presidente della commissione nazionale di Garanzia del partito, a processo assieme a molti altri ex consiglieri per i rimborsi spesa nel biennio 2010-2011. «Sono felice, è finito un incubo – ha dichiarato a caldo – Dedico il riconoscimento della correttezza del mio operato quale consigliere regionale a tutte le persone che ho incontrato nel corso del mio lavoro per assumere informazioni e scambiare idee sui bisogni del territorio».
Montanari ha assistito alla lettura della sentenza dei giudici bolognesi al fianco di Luciano Vecchi, assolto anch’egli, assieme ad altri undici esponenti dem: Damiano Zoffoli, Rita Moriconi, Marco Carini e Roberto Garbi, Roberto Piva, Valdimiro Fiammenghi, Gabriele Ferrari, Giuseppe Pagani, Mario Mazzotti e Thomas Casadei. Unico condannato di ieri, l’ex capogruppo Pd Marco Monari, che ha preso quattro anni e quattro mesi, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca di poco più di 23mila euro (23.413,59 euro) come profitto del reato. Un numero, questo, che è al centro del commento del legale dell'ex capogruppo, che si dice pronto all'appello: «Prendiamo atto che di fronte alla richiesta iniziale dell'accusa che superava i 900mila euro - ha detto l'avvocato Maurizio Merlini - questa è stata ridotta a poco più di 20mila euro di spese. Si tratta di spese che si riferiscono più che altro a rimborsi chilometrici e siamo convinti che daremo giustificazione di questo e di tutto il resto».
La stessa sentenza che ha picchiato duro sull’ex capogruppo ha riconosciuto la correttezza, anche formale, dell’operato di Montanari. «Le riflessioni – ha sottolineato – erano trasferite nelle sedi decisionali idonee, il fine perseguito era il miglioramento delle condizioni di vita delle persone: dal lavoro all'ambiente, dalla salute allo studio, dai servizi alla sicurezza. Ricordo con riconoscenza i rappresentanti istituzionali nazionali e locali che non hanno mai rifiutato gli aiuti che richiedevo per risolvere problemi del territorio comprese, anche, modifiche legislative».
Il segretario regionale Paolo Calvano ha rimandato all'esito degli altri gradi di giudizio un «commento definitivo sulle limitate sentenze di condanne emesse oggi e in questi mesi». Di «una bella giornata per il Pd» ha parlato il segretario delle federazione ferrarese, Luigi Vitellio: «Roberto Montanari ha sempre voluto bene alla nostra comunità anche nei periodi più difficili senza far mancare mai il suo sostegno e aiuto».
Montanari ha assistito alla lettura della sentenza dei giudici bolognesi al fianco di Luciano Vecchi, assolto anch’egli, assieme ad altri undici esponenti dem: Damiano Zoffoli, Rita Moriconi, Marco Carini e Roberto Garbi, Roberto Piva, Valdimiro Fiammenghi, Gabriele Ferrari, Giuseppe Pagani, Mario Mazzotti e Thomas Casadei. Unico condannato di ieri, l’ex capogruppo Pd Marco Monari, che ha preso quattro anni e quattro mesi, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca di poco più di 23mila euro (23.413,59 euro) come profitto del reato. Un numero, questo, che è al centro del commento del legale dell'ex capogruppo, che si dice pronto all'appello: «Prendiamo atto che di fronte alla richiesta iniziale dell'accusa che superava i 900mila euro - ha detto l'avvocato Maurizio Merlini - questa è stata ridotta a poco più di 20mila euro di spese. Si tratta di spese che si riferiscono più che altro a rimborsi chilometrici e siamo convinti che daremo giustificazione di questo e di tutto il resto».
La stessa sentenza che ha picchiato duro sull’ex capogruppo ha riconosciuto la correttezza, anche formale, dell’operato di Montanari. «Le riflessioni – ha sottolineato – erano trasferite nelle sedi decisionali idonee, il fine perseguito era il miglioramento delle condizioni di vita delle persone: dal lavoro all'ambiente, dalla salute allo studio, dai servizi alla sicurezza. Ricordo con riconoscenza i rappresentanti istituzionali nazionali e locali che non hanno mai rifiutato gli aiuti che richiedevo per risolvere problemi del territorio comprese, anche, modifiche legislative».
Il segretario regionale Paolo Calvano ha rimandato all'esito degli altri gradi di giudizio un «commento definitivo sulle limitate sentenze di condanne emesse oggi e in questi mesi». Di «una bella giornata per il Pd» ha parlato il segretario delle federazione ferrarese, Luigi Vitellio: «Roberto Montanari ha sempre voluto bene alla nostra comunità anche nei periodi più difficili senza far mancare mai il suo sostegno e aiuto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
