Igor fa altri tre morti Arrestato in Spagna
di Annarita Bova
Uccide due uomini della Guardia Civil e un agricoltore vicino a Saragozza L’ultima fuga dura otto ore: si schianta con il pick-up rubato e si arrende
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BOLOGNA. La foto segnaletica non lascia spazio a dubbi. Igor il Russo, identificato nel serbo Norbert Feher, è stato arrestato. In boxer, a torso nudo e con le manette ai polsi l’uomo che per mesi ha seminato il terrore ha finito di uccidere. Feher è stato fermato ieri mattina a Teruel, cittadina spagnola dell’Aragona, dopo un conflitto a fuoco nella tarda serata di giovedì. Nella sparatoria sono morte tre persone.
Le vittime sono due agenti della Guardia Civil, Víctor Romero Pérez, 30 anni, e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni che facevano parte di una squadra del distaccamento di Alcaniz dedicata ad indagini sui furti nell’ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Entrambi erano senza uniforme. La terza vittima è José Luis Iranzo, un proprietario di ranch che stava accompagnando i due agenti alla ricerca di un uomo che il 5 dicembre aveva assaltato una fattoria ad Albalate del Arzobispo e che aveva causato lesioni a due persone. La località della cattura si trova nella zone di El Ventorrillo, tra le città di Terruel in Andorra ed Albalete del Arzobispo. Dopo aver ucciso, Igor ha rubato le armi di ordinanza e si è dato alla fuga a bordo di un grosso pick-up. A quel punto le forze dell’ordine spagnole hanno lanciato una massiccia caccia all’uomo che si è conclusa attorno alle 2 di notte con l’arresto di Igor in zona Maestrazgo, tra la provincia di Teruel e Castellon. Il killer è rimasto coinvolto in un banale incidente e a qual punto, sull’autostrada A-226, all’altezza del comune di Cantavieja si è arreso e all’arrivo delle forze dell’ordine non ha opposto resistenza.
La Scientifica della Polizia di Stato italiana ha poi confermato che l’uomo fermato in Spagna dopo il conflitto a fuoco con la Guardia Civil era proprio Norbert Feher, il killer di Budrio in fuga da mesi. Attraverso Interpol, le impronte digitali dell’uomo sono state trasmesse a Roma ai laboratori del Servizio diretto da Luigi Carnevale: il confronto con le impronte di Igor il russo conservate nella banca dati Afis ha dato esito positivo.
Le indagini in Spagna per scovare Igor il Russo, «erano in corso già dall’estate, ovviamente in coordinamento con le autorità spagnole». A dirlo, ieri mattina durante la conferenza stampa a Bologna, il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato. I giro di vite è stato dato dopo che il 5 dicembre un umo, molto probabilmente il latitante serbo, «aveva assaltato un’azienda agricola, ferendo due persone». «L’ottimismo che avevo espresso qualche giorno fa nasceva dalla consapevolezza degli sforzi immani fatti per prendere quel pericoloso latitante, resi ancora più difficoltosi dal fatto che Feher, non facendo parte della criminalità organizzata, non aveva dei contatti strutturati». Ora, chiude Amato, «la caccia si è finalmente conclusa, e sono soddisfatto perché si è interrotto questo percorso di sangue, anche se c’è ovviamente molto rammarico per la morte di altre tre persone».
«Siamo in stretto contatto con la Guardia Civil per capire chi può aver favorito la latitanza di Feher – spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara Andrea Desideri – questo successo è merito degli sforzi di tutti i carabinieri e della magistratura italiana. L’importante è essere riusciti a catturare questo pericoloso latitante e assicurarlo alla giustizia. Lo avevamo promesso alla famiglia e alla fine ci siamo riusciti assieme alla polizia spagnola. Siamo andati avanti per la nostra strada, a prescindere dalle critiche che ci possono essere state».
Ferme anche la parole del colonnello Valerio Giardina: «L’unico messaggio che vogliamo mandare è ai familiari delle vittime, veri protagonisti di questa vicenda. La volontà di giungere alla cattura di Igor è stata forte. La determinazione, la forza, l’impegno che ha sottolineato il procuratore sono stati dettati dalla volontà di giungere alla cattura di Igor. Il nostro è un modo di fare sempre molto silenzioso e pratico, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo. E ci siamo riusciti. Igor adesso non potrà più uccidere».
Le vittime sono due agenti della Guardia Civil, Víctor Romero Pérez, 30 anni, e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni che facevano parte di una squadra del distaccamento di Alcaniz dedicata ad indagini sui furti nell’ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Entrambi erano senza uniforme. La terza vittima è José Luis Iranzo, un proprietario di ranch che stava accompagnando i due agenti alla ricerca di un uomo che il 5 dicembre aveva assaltato una fattoria ad Albalate del Arzobispo e che aveva causato lesioni a due persone. La località della cattura si trova nella zone di El Ventorrillo, tra le città di Terruel in Andorra ed Albalete del Arzobispo. Dopo aver ucciso, Igor ha rubato le armi di ordinanza e si è dato alla fuga a bordo di un grosso pick-up. A quel punto le forze dell’ordine spagnole hanno lanciato una massiccia caccia all’uomo che si è conclusa attorno alle 2 di notte con l’arresto di Igor in zona Maestrazgo, tra la provincia di Teruel e Castellon. Il killer è rimasto coinvolto in un banale incidente e a qual punto, sull’autostrada A-226, all’altezza del comune di Cantavieja si è arreso e all’arrivo delle forze dell’ordine non ha opposto resistenza.
La Scientifica della Polizia di Stato italiana ha poi confermato che l’uomo fermato in Spagna dopo il conflitto a fuoco con la Guardia Civil era proprio Norbert Feher, il killer di Budrio in fuga da mesi. Attraverso Interpol, le impronte digitali dell’uomo sono state trasmesse a Roma ai laboratori del Servizio diretto da Luigi Carnevale: il confronto con le impronte di Igor il russo conservate nella banca dati Afis ha dato esito positivo.
Le indagini in Spagna per scovare Igor il Russo, «erano in corso già dall’estate, ovviamente in coordinamento con le autorità spagnole». A dirlo, ieri mattina durante la conferenza stampa a Bologna, il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato. I giro di vite è stato dato dopo che il 5 dicembre un umo, molto probabilmente il latitante serbo, «aveva assaltato un’azienda agricola, ferendo due persone». «L’ottimismo che avevo espresso qualche giorno fa nasceva dalla consapevolezza degli sforzi immani fatti per prendere quel pericoloso latitante, resi ancora più difficoltosi dal fatto che Feher, non facendo parte della criminalità organizzata, non aveva dei contatti strutturati». Ora, chiude Amato, «la caccia si è finalmente conclusa, e sono soddisfatto perché si è interrotto questo percorso di sangue, anche se c’è ovviamente molto rammarico per la morte di altre tre persone».
«Siamo in stretto contatto con la Guardia Civil per capire chi può aver favorito la latitanza di Feher – spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara Andrea Desideri – questo successo è merito degli sforzi di tutti i carabinieri e della magistratura italiana. L’importante è essere riusciti a catturare questo pericoloso latitante e assicurarlo alla giustizia. Lo avevamo promesso alla famiglia e alla fine ci siamo riusciti assieme alla polizia spagnola. Siamo andati avanti per la nostra strada, a prescindere dalle critiche che ci possono essere state».
Ferme anche la parole del colonnello Valerio Giardina: «L’unico messaggio che vogliamo mandare è ai familiari delle vittime, veri protagonisti di questa vicenda. La volontà di giungere alla cattura di Igor è stata forte. La determinazione, la forza, l’impegno che ha sottolineato il procuratore sono stati dettati dalla volontà di giungere alla cattura di Igor. Il nostro è un modo di fare sempre molto silenzioso e pratico, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo. E ci siamo riusciti. Igor adesso non potrà più uccidere».
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