La Nuova Ferrara

Ferrara

Il carcere tra luci e ombre visitato dai consiglieri

di Marcello Pulidori
Il carcere tra luci e ombre visitato dai consiglieri

Delegazione di politici locali è andata a verificare le condizioni di vita dei detenuti Dalle problematiche quotidiane agli aspetti positivi delle attività educative

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Una città nella città, per questo il consiglio comunale di Ferrara intende mantenere e proseguire nel rapporto aperto con la casa circondariale. In questo azzeccato concetto sta il fulcro di quanto avvenuto ieri mattina. Una delegazione di consiglieri comunali, guidata dal presidente dell’assemblea Girolamo Calò ed esponenti di diverse forze politiche, assieme alla Garante dei diritti dei detenuti, Stefania Carnevale (figura nominata dal consiglio comunale di Ferrara con specifica delibera), ha effettuato una visita all’interno del penitenziario di Via Arginone. I visitatori d’eccezione hanno, tra le altre cose, portato ai detenuti doni (in particolare generi di prima necessità), ed hanno potuto accedere ad alcune delle camere di detenzione, questo il termine tecnico delle celle, all’interno di ognuna delle quali vivono 2 detenuti. Il carcere di Ferrara, che in totale ospita 370 persone ristrette, tutti uomini (la sezione femminile venne difatti chiusa molti anni fa), ha detto ancora Calò, «è una struttura che deve dialogare costantemente con l’esterno. Per questo la buona prassi di queste visite sarà assolutamente confermata, se non rafforzata. Passando per le sezioni (il carcere di Ferrara è costituito anche da un’ala che ospita i collaboratori di giustizia, mentre non vi sono detenuti posti in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro, ndr), - ha proseguito Calò - abbiamo potuto constatare il miglioramento delle condizioni igieniche grazie anche all’acquisto di lavatrici donate alla struttura penitenziaria». La Peruffo, da parte sua, si è soffermata maggiormente sull’aspetto «emozionale della visita per chi, come me, non aveva mai avuto questa opportunità - ha detto ancora la leader di Forza Italia - . Emozioni anche forti, dure ma che fanno capire come si vive in un carcere». Buono è stato il giudizio della delegazione di politici sull’armadio farmaceutico a disposizione dei medici e riservato ai detenuti (tra i farmaci più richiesti ed utilizzati ci sono gli antidolorifici e gli antidepressivi); discreto quello dell’ambulatorio dentistico. Il carcere - ha poi sottolineato la Garante, Stefania Carnevale (che è anche docente all’università di Ferrara), «è un microcosmo impenetrabile pieno di problematiche. Dalla persona che soffre, a chi è in attesa di essere scarcerato dopo aver scontato la pena ma non ha più nessuno cui rivolgersi», ha detto la Carnevale. Ma anche in un microcosmo così non mancano gli spunti di ottimismo: sono, ad esempio, più di 50 i detenuti che frequentano abitualmente la biblioteca, dove - anche in questo caso come ricordato dalla Carnevale - «la lettura dei fumetti è spesso preferita a quotidiani o riviste». Ogni cella, inoltre, è dotata di un televisore. Anche per questo le persone ristrette in carcere sono generalmente abbastanza ben informate sugli aspetti macroscopici che riguardano notizie di ampia diffusione.

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