L’Italia vuole l’estradizione È una strada tutta in salita
Il procuratore di Bologna: procediamo con la richiesta, deve pagare anche qui Ma subito arriva un primo stop: no fino al processo o all’esecuzione della pena
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BOLOGNA. Per il killer di Budrio è finita. Igor è in carcere ma ora si apre un’altra pagina: chi prenderà il pluriomicida? L’Italia o la Spagna? Nel Paese iberico ha ucciso tre persone; da noi due.
E ora, che si fa? La consegna di Igor il russo all’Italia, che aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, sarà molto probabilmente sospesa dall’Audiencia Nacional spagnola «fino al processo o fino all’esecuzione della pena» per gli omicidi commessi in Spagna. È quanto riporta El Pais, che cita fonti del tribunale aggiungendo che già domani il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.
Intanto ieri mattina il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, durante la conferenza stampa, ha detto che «la Spagna non potrà non procedere per quanto riguarda le vttime fatte in quel Paese. Noi procederemo a seguito del mandato di arresto europeo adottato per i fatti commessi in Italia. Ci sarà la nostra richiesta di estradizione ma, come ovvio che sia, dovrà fare i conti nel momento della tempistica con il fatto che la Spagna ha nell’attualità un procedimento penale per fatti gravissimi commessi in quel territorio. A parte invertite sarebbe la stessa cosa».
Igor il Russò dovrà rispondere dei due omicidi tra Bologna e Ferrara, avvenuti nell’aprile scorso del barista di Budrio, Davide Fabbri, e della guardia volontaria, Valerio Verri. Inoltre, a Ravenna, è indagato anche per l’omicidio di un metronotte avvenuto nel dicembre 2015. «È ovvio – ha spiegato Amato – che ci dovrà essere un coordinamento internazionale come momento di verifica delle priorità circa la celebrazione del processo in Spagna e in Italia. Con Eurojust (organismo dell’Unione europea istituito per stimolare e migliorare il coordinamento delle indagini e azioni penali tra le autorità giudiziarie competenti degli Stati membri) ci si dovrà mettere a tavolino ma è chiaro – ha sottolineato Amato – che c’è anche un discorso di giurisdizione spagnola per quanto riguarda i morti loro. Quindi, inevitabilmente, si dovrà valutare il momento in cui potremo materialmente processare Igor».
A parte invertite sarebbe la stessa cosa? «Se noi avessimo arrestato un latitante spagnolo e in quell’occasione ci fossero state delle morti in Italia – ha precisato il procuratore di Bologna – è chiaro che noi avremmo proceduto in Italia e non avremmo rinunciato alla nostra giurisdizione. Ma questo – ha concluso – non è il momento dei sofismi dal punto di vista della giurisdizione internazionale. Noi certamente processeremo Igor secondo le norme e dovremo coordinarci con Eurojust». Insomma, non saranno giorni facili e bisognerà certamente mediare. Difficilmente la Spagna consegnerà il killer all’Italia, considerato anche che ad essere uccisi per mano di Igor sono due agenti della Guardia Civil. La scia di sangue lasciata in Italia è altrettanto pesante e nei prossimi giorni il quadro delle azioni di Igor potrebbe arricchirsi di ulteriori particolari.
E ora, che si fa? La consegna di Igor il russo all’Italia, che aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, sarà molto probabilmente sospesa dall’Audiencia Nacional spagnola «fino al processo o fino all’esecuzione della pena» per gli omicidi commessi in Spagna. È quanto riporta El Pais, che cita fonti del tribunale aggiungendo che già domani il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.
Intanto ieri mattina il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, durante la conferenza stampa, ha detto che «la Spagna non potrà non procedere per quanto riguarda le vttime fatte in quel Paese. Noi procederemo a seguito del mandato di arresto europeo adottato per i fatti commessi in Italia. Ci sarà la nostra richiesta di estradizione ma, come ovvio che sia, dovrà fare i conti nel momento della tempistica con il fatto che la Spagna ha nell’attualità un procedimento penale per fatti gravissimi commessi in quel territorio. A parte invertite sarebbe la stessa cosa».
Igor il Russò dovrà rispondere dei due omicidi tra Bologna e Ferrara, avvenuti nell’aprile scorso del barista di Budrio, Davide Fabbri, e della guardia volontaria, Valerio Verri. Inoltre, a Ravenna, è indagato anche per l’omicidio di un metronotte avvenuto nel dicembre 2015. «È ovvio – ha spiegato Amato – che ci dovrà essere un coordinamento internazionale come momento di verifica delle priorità circa la celebrazione del processo in Spagna e in Italia. Con Eurojust (organismo dell’Unione europea istituito per stimolare e migliorare il coordinamento delle indagini e azioni penali tra le autorità giudiziarie competenti degli Stati membri) ci si dovrà mettere a tavolino ma è chiaro – ha sottolineato Amato – che c’è anche un discorso di giurisdizione spagnola per quanto riguarda i morti loro. Quindi, inevitabilmente, si dovrà valutare il momento in cui potremo materialmente processare Igor».
A parte invertite sarebbe la stessa cosa? «Se noi avessimo arrestato un latitante spagnolo e in quell’occasione ci fossero state delle morti in Italia – ha precisato il procuratore di Bologna – è chiaro che noi avremmo proceduto in Italia e non avremmo rinunciato alla nostra giurisdizione. Ma questo – ha concluso – non è il momento dei sofismi dal punto di vista della giurisdizione internazionale. Noi certamente processeremo Igor secondo le norme e dovremo coordinarci con Eurojust». Insomma, non saranno giorni facili e bisognerà certamente mediare. Difficilmente la Spagna consegnerà il killer all’Italia, considerato anche che ad essere uccisi per mano di Igor sono due agenti della Guardia Civil. La scia di sangue lasciata in Italia è altrettanto pesante e nei prossimi giorni il quadro delle azioni di Igor potrebbe arricchirsi di ulteriori particolari.
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