lido spina
Rugbysta assolto per la rissa di Ferragosto
LIDO SPINA. Assolto per non aver commesso il fatto. È il verdetto del tribunale di Bologna nei confronti di Edoardo Ruffolo, capitano della squadra di rugby FemiCz Rovigo.Una storia giudiziaria...
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LIDO SPINA. Assolto per non aver commesso il fatto. È il verdetto del tribunale di Bologna nei confronti di Edoardo Ruffolo, capitano della squadra di rugby FemiCz Rovigo.
Una storia giudiziaria cominciata nell’estate del 2013. La squadra rodigina di rugby, allenatori compresi, aveva deciso di passare la notte di Ferragosto al Malua del Lido di Spina. Una serata per fare gruppo dopo la rivoluzione del mercato estivo.
Ma la serata a un certo punto è stata funestata da una lite tra alcuni rossoblù e i gestori del locale. Ad avere la peggio il figlio del titolare e la fidanzata. Processo per lesioni che si è celebrato nel tribunale di Ferrara nel giugno del 2015 e che ha portato alla condanna di Marco Frati e Billy Ngawini.
Pena di qualche mese sospesa dopo il patteggiamento, visto che erano incensurati, il terzo imputato era Edoardo Ruffolo, il quale ha deciso di andare a giudizio per provare la sua estraneità ai fatti.
Sin da subito il capitano rossoblù si era dichiarato innocente, anzi era intervenuto per dividere i contendenti tanto da rimediare un colpo al volto. Il tribunale di Bologna ha dato giustizia al rugbista. «Sono contento che sia finita - risponde Edoardo Ruffolo con un filo d’emozione - era una situazione che mi faceva stare male, ero incolpato di cose gravi che non avevo commesso. Adesso finalmente la verità è venuta fuori».
Dal 2013 ad oggi ha dovuto subire non solo il giudizio degli inquirenti, ma anche quello della gente, quella che si incrocia ogni giorno in un piccolo capoluogo di provincia. Ma lui sapeva di essere innocente «L’unica cosa che mi sento di dire è che sono felice di come sia andata, devo ringraziare l’avvocato Francesco Zarbo che mi ha seguito in questa vicenda. Una risposta a chi aveva storto il naso quando sono stato nominato capitano della squadra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una storia giudiziaria cominciata nell’estate del 2013. La squadra rodigina di rugby, allenatori compresi, aveva deciso di passare la notte di Ferragosto al Malua del Lido di Spina. Una serata per fare gruppo dopo la rivoluzione del mercato estivo.
Ma la serata a un certo punto è stata funestata da una lite tra alcuni rossoblù e i gestori del locale. Ad avere la peggio il figlio del titolare e la fidanzata. Processo per lesioni che si è celebrato nel tribunale di Ferrara nel giugno del 2015 e che ha portato alla condanna di Marco Frati e Billy Ngawini.
Pena di qualche mese sospesa dopo il patteggiamento, visto che erano incensurati, il terzo imputato era Edoardo Ruffolo, il quale ha deciso di andare a giudizio per provare la sua estraneità ai fatti.
Sin da subito il capitano rossoblù si era dichiarato innocente, anzi era intervenuto per dividere i contendenti tanto da rimediare un colpo al volto. Il tribunale di Bologna ha dato giustizia al rugbista. «Sono contento che sia finita - risponde Edoardo Ruffolo con un filo d’emozione - era una situazione che mi faceva stare male, ero incolpato di cose gravi che non avevo commesso. Adesso finalmente la verità è venuta fuori».
Dal 2013 ad oggi ha dovuto subire non solo il giudizio degli inquirenti, ma anche quello della gente, quella che si incrocia ogni giorno in un piccolo capoluogo di provincia. Ma lui sapeva di essere innocente «L’unica cosa che mi sento di dire è che sono felice di come sia andata, devo ringraziare l’avvocato Francesco Zarbo che mi ha seguito in questa vicenda. Una risposta a chi aveva storto il naso quando sono stato nominato capitano della squadra».
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