IL VANGELO
«Rallegratevi il Signore è vicino»
«Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino»; con questa citazione paolina (Fil 4,4-5) la liturgia odierna ci accoglie all'insegna della gioia, in questa 3^...
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«Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino»; con questa citazione paolina (Fil 4,4-5) la liturgia odierna ci accoglie all'insegna della gioia, in questa 3^ domenica d'Avvento detta, non a caso, "Gaudete". Coloro che in questi giorni si stanno preparando al Natale (quello vero, quello del Signore Gesù, non quello dell'affanno da shopping compulsivo, degli addobbi alla moda e dell'urticante retorica ipocrita del "si è tutti più buoni"), oggi sono invitati a considerare l'effettiva prossimità di Cristo che ci raggiunge, e a gioire per l'incontro ormai imminente con l'Atteso. Ci viene in aiuto Giovanni Battista (Gv 1,6-8.19-28), che di se stesso esibisce pochissime credenziali: «io sono voce di uno che grida nel deserto: “Rendete diritta la via del Signore”». Il deserto, luogo fondamentalmente statico e muto, in cui tutto si sussegue con gli stessi ritmi e dinamiche, può divenire -ci annuncia il Battista- territorio di transito verso un altrove spaziale ed un oltre temporale (ed esistenziale). E questo vale per ogni deserto: da quello dell’abitudinarietà senza meta, a quello della rassegnazione; da quello della mancanza di senso, a quello delle ferite dure a rimarginarsi; da quello dei limiti caratteriali personali, a quello della difficoltà nel farsi andar giù certe persone; da quello di una percepita inutilità causata dalla perdita del lavoro, a quello di uno sbaglio del passato che continua a vomitarti quotidianamente addosso tutte le sue conseguenze. Ciascuno di questi deserti -grida Giovanni- è abitato da una Presenza che, se accolta e ospitata, può segnare il sorgere di un nuovo giorno, l’aurora di una rinascita: «In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Quanti non credono perché non conoscono! Questa Presenza va stanata dall’anonimato, smascherata nel Suo incedere in incognita, riconosciuta, apprezzata, e dunque, finalmente, accolta come Sole che sorge».
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