Scioperi dietro l’angolo nei centri commerciali
Bennet, Despar, Zara e Bricoman: il 22 dicembre astensione dal lavoro Si mobilita anche la cooperazione cooperativa. Tra i nodi gli aumenti salariali
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Scioperi in arrivo nella grande distribuzione, proclamati dalle tre sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil.
Una data certa è il 22 dicembre per le aziende della Federdistribuzione, che a Ferrara sono rappresentate, tra gli altri, dai gruppi Bennet, Despar, Zara, Bricoman, sciopero che coprirà il turno di lavoro di otto ore.
L’altro sciopero riguarda la distribuzione cooperativa e la data è ancora incerta, perché i sindacati la renderanno nota la prossima settimana dopo le assemblee.
«Lo sciopero riguarda due settori, la distribuzione cooperativa e la Federdistribuzioni, con motivi simili ma non uguali», ha detto Fabrizio Tassinati, Cgil Filmcams. Tra le motivazioni alla base dello sciopero del 22 della Federdistribuzione c’è il rifiuto da parte di Federdistribuzione di applicare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro stipulato nel 2015, l’unico che al momento è tenuta ad applicare. «Ad oggi - prosegue Tassinati - ,non c’è più trattativa, hanno deciso di applicare un contratto precedente al 2015 che non c’è più, e non hanno concesso gli incrementi salariali, solo una tantum ai dipendenti. Oltre a ciò, proseguono le mobilità senza condivisione, le disdette dei contratti integrativi aziendali, l’adozione di modelli aziendali unilaterali, l’applicazione di norme aziendali che non sono quelle nazionali. Una situazione molto delicata, per questo lo sciopero a Ferrara sarà di otto ore». Giorgio Zattoni della Uiltucs, spiega che «da settembre la Federdistribuzione non versa le somme dovute al fondo bilaterale, a sostegno del reddito dipendente, fonti che servono per l’arrivo di un figlio, in caso di problemi di salute del figlio stesse e per l’acquisto di libri scolastici».
Le motivazioni dello sciopero della distribuzione cooperativa sono il mancato rinnovo del contratto da 4 anni, che non si chiude per «la richiesta da parte delle cooperative di ridurre le maggiorazioni sugli straordinari e festivi, di richieste che peggiorerebbero diritti e retribuzioni; la cooperativa inoltre parla di assenteismo senza però mostrare dati certi. Di fatto ad oggi i dipendenti a causa del mancato rinnovo, hanno subito un danno di 1.539 euro». Un danno che resta da valutare in ultima analisi.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una data certa è il 22 dicembre per le aziende della Federdistribuzione, che a Ferrara sono rappresentate, tra gli altri, dai gruppi Bennet, Despar, Zara, Bricoman, sciopero che coprirà il turno di lavoro di otto ore.
L’altro sciopero riguarda la distribuzione cooperativa e la data è ancora incerta, perché i sindacati la renderanno nota la prossima settimana dopo le assemblee.
«Lo sciopero riguarda due settori, la distribuzione cooperativa e la Federdistribuzioni, con motivi simili ma non uguali», ha detto Fabrizio Tassinati, Cgil Filmcams. Tra le motivazioni alla base dello sciopero del 22 della Federdistribuzione c’è il rifiuto da parte di Federdistribuzione di applicare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro stipulato nel 2015, l’unico che al momento è tenuta ad applicare. «Ad oggi - prosegue Tassinati - ,non c’è più trattativa, hanno deciso di applicare un contratto precedente al 2015 che non c’è più, e non hanno concesso gli incrementi salariali, solo una tantum ai dipendenti. Oltre a ciò, proseguono le mobilità senza condivisione, le disdette dei contratti integrativi aziendali, l’adozione di modelli aziendali unilaterali, l’applicazione di norme aziendali che non sono quelle nazionali. Una situazione molto delicata, per questo lo sciopero a Ferrara sarà di otto ore». Giorgio Zattoni della Uiltucs, spiega che «da settembre la Federdistribuzione non versa le somme dovute al fondo bilaterale, a sostegno del reddito dipendente, fonti che servono per l’arrivo di un figlio, in caso di problemi di salute del figlio stesse e per l’acquisto di libri scolastici».
Le motivazioni dello sciopero della distribuzione cooperativa sono il mancato rinnovo del contratto da 4 anni, che non si chiude per «la richiesta da parte delle cooperative di ridurre le maggiorazioni sugli straordinari e festivi, di richieste che peggiorerebbero diritti e retribuzioni; la cooperativa inoltre parla di assenteismo senza però mostrare dati certi. Di fatto ad oggi i dipendenti a causa del mancato rinnovo, hanno subito un danno di 1.539 euro». Un danno che resta da valutare in ultima analisi.
Veronica Capucci
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