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Slot da spegnere: a Ferrara il Comune cerca l’intesa con i gestori

Stefano Ciervo
Slot da spegnere: a Ferrara il Comune cerca l’intesa con i gestori

Slitta la delibera sulla distanza minima da scuole e chiese L’assessore Sapigni: impatto forte. Venerdì primo vertice

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È scaduto due giorni fa il termine fissato dalla Regione per comunicare la mappa degli obiettivi sensibili, da tenere a distanza di 500 metri dalle slot machine, sulla base della nuova legge emiliana. Di fatto, questa deadline non è stata rispettata dai comuni ferraresi, tra i quali il capoluogo, a differenza ad esempio di Modena, e di delibere esecutive non se ne sono viste, anche se non si tratta di volontà di boicottaggio delle legge. «Anzi - afferma l’assessore del Comune di Ferrara, Chiara Sapigni - intendiamo applicarla nel migliore dei modi, ma siamo consapevoli dell’impatto che avrà sulle attività commerciali che montano le slot e sulle sale giochi, per cui prima di procedere intendiamo attivare un canale informativo e di collaborazione». La delibera è insomma sospesa fino al termine delle festività, mentre già venerdì prossimo è in calendario un incontro con le associazioni di categoria di esercenti e tabaccai, Acli, Arci, Endas e gli altri enti, per prendere le misure della legge.

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Il Comune fino ad allora non renderà pubblica la mappatura dei luoghi sensibili, circa 450 in città, che sono di cinque tipi: scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, case di riposo e centri anziani, oratori e luoghi di aggregazione giovanile. Già questo elenco spiega il motivo di tanta prudenza, visto che in un ambito urbano come quello ferrarese è pressoché impossibile non incappare nella fascia protetta, e quindi si apre un problema per quasi tutti i 226 luoghi fisici con almeno una slot, sia esercizi pubblici che Better (le sale giochi sono 21). Non è che tutte le macchinette in “zona rossa” debbano essere disattivate istantaneamente, «anzitutto ci sono sei mesi di tempo per informare i diretti interessati, anche per questo ci siamo presi un po’ di tempo prima di deliberare - ha detto l’assessore - Bisogna tra l’altro avvisare i comuni confinanti degli eventuali sconfinamenti di zone vietate (non in Veneto, solo in regione). Poi va effettuata una distinzione: nella fascia 500 metri non possono essere attivate nuove slot, e quelle esistenti devono essere portate ad esaurimento dei contratti; gli spostamenti veri e propri riguardano le sale giochi».

Nell’accordo Stato-Regioni sulle slot vi sono impegni a specializzare luoghi decentrati per queste attività, e vi sono città che hanno già destinato a questo scopo capannoni dismessi in aree industriali. «Non si tratta comunque di decisioni indolori, perché portare in zone molto periferiche delle attività consolidate di questo tipo può provocare ripercussioni notevoli - è la riflessione di Sapigni - L’impatto dell’applicazione della fascia 500 sarà forte».

Viene insomma confermata l’impostazione molto producente e “concertativa” dell’amministrazione comunale nei confronti di questa legge, della quale pure si è dato un giudizio molto positivo. Resta da capirne la portata in termini di deterrenza, visto che circolano tra gli esercenti interpretazioni su sanzioni blande, tipo 500 euro, senza tener conto però che nella legge si parla anche di «chiusura dell’apparecchio con sigilli».


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