«Fatto il possibile per le indagini»
L’ex compagno di cella: non sono preoccupato, ma di Igor non voglio più saperne
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«Preoccupato di che? Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare gli inquirenti, ma di Igor non ne voglio più sapere». Lo dice, rispondendo all'Ansa che lo ha contattato via Facebook, Luigi Scrima, ex compagno di carcere in Italia di Norbert Feher, il serbo 42enne arrestato in Spagna per tre omicidi e ricercato in Italia per altri tre delitti.
Scrima, residente a Lugo (Ravenna), risulta essere una delle persone monitorate in questi mesi dagli investigatori che davano la caccia a Igor. Proprio seguendo le tracce di Scrima, che non sarebbe indagato, erano arrivati in Spagna, a Malaga, anche se non è chiaro che tipo di contatti avesse il romagnolo nella città iberica né che collegamento ci sia con Feher, catturato in Aragona. «Non voglio saperne nulla», si limita ad aggiungere Scrima sulla chat.
Sono circa una decina le persone - tra cui sei italiani - finite nel mirino degli inquirenti che indagano sulla rete di possibili contatti del ricercato durante la sua latitanza, ma sale a cinquecento il numero dei soggetti controllati in vario modo dagli investigatori in questi mesi di ricerche. I carabinieri di Bologna e Ferrara, coordinati dal pm Marco Forte, hanno interrogato, intercettato, pedinato e tenuto sott'occhio una serie di possibili contatti del latitante, seguendo diverse tracce. Le prime attenzioni si erano rivolte alla Serbia, ai familiari del killer, poi si sono estese a altri paesi tra cui proprio la Spagna dove è stato catturato, con una rogatoria per svolgere attività d'indagine partita a luglio e contatti frequenti tra i carabinieri e la polizia nazionale spagnola, informata della possibile presenza del killer nel Paese.
Scrima, residente a Lugo (Ravenna), risulta essere una delle persone monitorate in questi mesi dagli investigatori che davano la caccia a Igor. Proprio seguendo le tracce di Scrima, che non sarebbe indagato, erano arrivati in Spagna, a Malaga, anche se non è chiaro che tipo di contatti avesse il romagnolo nella città iberica né che collegamento ci sia con Feher, catturato in Aragona. «Non voglio saperne nulla», si limita ad aggiungere Scrima sulla chat.
Sono circa una decina le persone - tra cui sei italiani - finite nel mirino degli inquirenti che indagano sulla rete di possibili contatti del ricercato durante la sua latitanza, ma sale a cinquecento il numero dei soggetti controllati in vario modo dagli investigatori in questi mesi di ricerche. I carabinieri di Bologna e Ferrara, coordinati dal pm Marco Forte, hanno interrogato, intercettato, pedinato e tenuto sott'occhio una serie di possibili contatti del latitante, seguendo diverse tracce. Le prime attenzioni si erano rivolte alla Serbia, ai familiari del killer, poi si sono estese a altri paesi tra cui proprio la Spagna dove è stato catturato, con una rogatoria per svolgere attività d'indagine partita a luglio e contatti frequenti tra i carabinieri e la polizia nazionale spagnola, informata della possibile presenza del killer nel Paese.
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