Al Delta la fecondazione assistita
di Annarita Bova
Inaugurata la prima struttura ferrarese che aiuta le coppie ad avere figli: le speranze passano dalla provetta
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LAGOSANTO. Decidere di avere un figlio. Quello che per molte coppie è un passaggio naturale della vita, per tante altre diventa una sorta di incubo se quel bambino, nel tempo, non arriva. Per fortuna la scienza ha fatto e sta facendo passi da gigante e tra qualche giorno sarà operativo anche nella nostra provincia un centro di eccellenza per la Procreazione medicalmente assistita (Pma) che prenderà in carico le coppie ritenute idonee. Inaugurato ieri all’Ospedale del Delta, vedrà il pagamento del solo ticket se previsto così tutti potranno avere l’eccellenza senza dover spendere le cifre esorbitanti generalmente chieste nei centri privati.
Il Centro è aperto al secondo piano, nel vecchio reparto di Ostetricia e ginecologia, per capire, e responsabile è la dottoressa Roberta Capucci. «Siamo pronti per la fecondazione di primo e secondo livello – spiega la Capucci – Con la speranza naturalmente di andare sempre oltre». Le tecniche di primo livello prevedono il monitoraggio, la stimolazione dell’ovulazione e quindi l’inseminazione.
La donna si sottopone a ecografie transvaginali quotidiane o a giorni alterni dalla fine delle mestruazioni fino a ovulazione avvenuta, e, eventualmente, a dosaggi ormonali (si tratta di esami del sangue). Insomma, una tecnica poco invasiva, che permette però di capire qual è il momento esatto dell’ovulazione e quindi procedere in maniera mirata.
Per tanti già questo step è sufficiente anche se c’è da dire che chi non riesce ad avere figli e ci prova da diverso tempo, generalmente necessità di andare “oltre”. E l’Ospedale del Delta è attrezzato anche per il secondo livello con la Fivet (Fecondazione in Vitro con Embryo Transfert) e l’Icsi (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo). Sigle che quasi fanno paura e che fanno salire l’ansia. In realtà nell’estrema delicatezza e complessità della materia, tutto è molto semplice. La Fivet è una tecnica molto diffusa, che permette di trattare varie disfunzioni sia femminili che maschili. Il ciclo dura quasi quattro settimane e consiste in una serie di analisi seguite dalla stimolazione ovarica con vari monitoraggi fino all’ovulazione e al conseguente prelievi degli ovociti. Ovociti e spermatozoi vengono messi a contatto nel liquido di coltura.
Se la legge non stabilisce un tetto, si possono fecondare tutti gli ovociti disponibili e decidere poi quanti embrioni trasferire nell’utero e quanti congelare. Dopo essere stati fecondati gli ovociti vengono rimessi in coltura, e dopo circa 20 ore si controlla se c’è stata la fecondazione. Gli embrioni possono essere trasferiti nell’utero a vari stadi del loro sviluppo: in genere, il secondo o il terzo giorno dopo il pick-up. La maggior parte dei centri trasferisce al massimo tre embrioni. «Siamo pronti a partire – assicura la Capucci – Abbiamo macchinari all’avanguardia, personale specializzato e tutte le carte in regola per diventare centro d’eccellenza. Ogni singolo particolare è stato studiato nel dettaglio e sapremo dare le riposte che sempre più coppie chiedono». Insomma, certamente passeggiare per i corridoi del ex reparto maternità in grado di raccontare ancora forti emozioni lascia l’amaro in bocca per quello che non c’è più. Nello stesso tempo sapere che la vita in qualche modo continuerà a nascere insieme alla speranza e alla felicità, fa ingoiare meglio qualche magone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Centro è aperto al secondo piano, nel vecchio reparto di Ostetricia e ginecologia, per capire, e responsabile è la dottoressa Roberta Capucci. «Siamo pronti per la fecondazione di primo e secondo livello – spiega la Capucci – Con la speranza naturalmente di andare sempre oltre». Le tecniche di primo livello prevedono il monitoraggio, la stimolazione dell’ovulazione e quindi l’inseminazione.
La donna si sottopone a ecografie transvaginali quotidiane o a giorni alterni dalla fine delle mestruazioni fino a ovulazione avvenuta, e, eventualmente, a dosaggi ormonali (si tratta di esami del sangue). Insomma, una tecnica poco invasiva, che permette però di capire qual è il momento esatto dell’ovulazione e quindi procedere in maniera mirata.
Per tanti già questo step è sufficiente anche se c’è da dire che chi non riesce ad avere figli e ci prova da diverso tempo, generalmente necessità di andare “oltre”. E l’Ospedale del Delta è attrezzato anche per il secondo livello con la Fivet (Fecondazione in Vitro con Embryo Transfert) e l’Icsi (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo). Sigle che quasi fanno paura e che fanno salire l’ansia. In realtà nell’estrema delicatezza e complessità della materia, tutto è molto semplice. La Fivet è una tecnica molto diffusa, che permette di trattare varie disfunzioni sia femminili che maschili. Il ciclo dura quasi quattro settimane e consiste in una serie di analisi seguite dalla stimolazione ovarica con vari monitoraggi fino all’ovulazione e al conseguente prelievi degli ovociti. Ovociti e spermatozoi vengono messi a contatto nel liquido di coltura.
Se la legge non stabilisce un tetto, si possono fecondare tutti gli ovociti disponibili e decidere poi quanti embrioni trasferire nell’utero e quanti congelare. Dopo essere stati fecondati gli ovociti vengono rimessi in coltura, e dopo circa 20 ore si controlla se c’è stata la fecondazione. Gli embrioni possono essere trasferiti nell’utero a vari stadi del loro sviluppo: in genere, il secondo o il terzo giorno dopo il pick-up. La maggior parte dei centri trasferisce al massimo tre embrioni. «Siamo pronti a partire – assicura la Capucci – Abbiamo macchinari all’avanguardia, personale specializzato e tutte le carte in regola per diventare centro d’eccellenza. Ogni singolo particolare è stato studiato nel dettaglio e sapremo dare le riposte che sempre più coppie chiedono». Insomma, certamente passeggiare per i corridoi del ex reparto maternità in grado di raccontare ancora forti emozioni lascia l’amaro in bocca per quello che non c’è più. Nello stesso tempo sapere che la vita in qualche modo continuerà a nascere insieme alla speranza e alla felicità, fa ingoiare meglio qualche magone.
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