Crac Carife, tutti a processo i 12 imputati
Il giudice ha deciso il giudizio: in aula il 18 giugno per i falsi nel prospetto, aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza di Bankitalia e Consob e la bancarotta patrimoniale
FERRARA - Tutti a giudizio, i 12 imputati del crac Carife legato all’aumento di capitale del 2011, per 150 milioni di euro. La decisione nel primo pomeriggio di oggi, martedì 10 dicembre, del giudice Piera Tassoni che ha accolto in pieno le richieste dell’accusa (procura e guardia di finanza di Ferrara, in aula il pm Stefano Longhi e il procuratore reggente Patrizia Castaldini), sintesi di quasi 3 anni di indagini e poi articolate all'udienza preliminare, iniziata a settembre e chiusa oggi.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.16257828:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/carife-la-rabbia-degli-azzerati/80441/80889]]
A processo dovranno presentarsi, il 18 giugno prossimo, a vario titolo per i reati di falso in prospetto, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (di Consob e BankItalia) e bancarotta patrimoniale, gli ex vertici di Carife dell’epoca, Sergio Lenzi, presidente e Daniele Forin, direttore generale. Poi i due “tecnici”, Davide Filippini e Michele Sette (direttori settori Finanza e Bilancio) accusati di aver redatto gli atti dei prospetti falsi e il responsabile della società revisione Deloitte & Touche, Michele Masini. Gli altri imputati rinviati a giudizio sono legati allo scambio di azioni tra Carife e banche, ritenuto illecito e che ha portato alla bancarotta patrimoniale per fittizietà del patrimonio: Paolo Govoni (Carife Sei) e Teodorico Nanni, (Banca credito di Romagna), società usate per lo scambio di azioni e quindi i vertici della banca Valsabbina, Ezio Soardi e Spartaco Gafforini e per Caricesena, Germano Lucchi e Maurizio Teodorani, che parteciparono appunto allo scambio di azioni per 15 milioni.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.16257823:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/fondo-delle-banche-ai-risparmiatori-danneggiati/83810/84268]]
La decisione del giudice ha preso atto delle tesi dell’accusa smentendo in pieno i rilievi delle difese soprattutto sulla bancarotta patrimoniale, contestata per fittizietà di patrimonio: secondo l’accusa, Carife per raggiungere la quota di 150 milioni di euro imposta da Bankitalia, arrivò all’operazione di vendita di azioni alle due banche esterne, alle quali poi girò la stessa cifra. Le parti civili, ora 1350 costituite, sono comunque destinate ad aumentare considerevolmente poichè agli azionisti dell’aumento di capitale potranno aggiungersi altre migliaia di risparmiatori, azionisti pre e dopo aumento, e gli obbligazionisti azzerati e danneggiati appunto dal crac.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
