Igor, sospetti su un altro duplice delitto
Accertamenti della Guardia Civil su un suo eventuale coinvolgimento nell’uccisione di due ventenni a Susqueda
L’ombra di un altro duplice delitto si è addensata per diverse ore sulla testa di Norbert Feher, il serbo pluriomicida conosciuto come Igor Il Russo. La Guardia Civil spagnola nella giornata di ieri ha infatti svolto diversi accertamenti su un suo possibile coinvolgimento nell'uccisione di una giovane coppia a Susqueda.
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L’attenzione degli inquirenti spagnoli si è concentrata su una delle pistole trovate in possesso del latitante per verificare se potesse essere la stessa arma usata per uccidere, il 24 agosto scorso, i due ventenni di Susqueda, Marc e Paula, i cui corpi erano poi stati gettati nell'omonimo lago e trovati a fine settembre. Un giallo rimasto finora irrisolto. L'uomo era stato ucciso con un colpo di pistola alla schiena, la giovane donna con un proiettile al capo. Igor ha ammesso il triplice omicidio del 14 dicembre a Teruel e la sparatoria del 5 dicembre ad Albalate del Arzobispo, nella quale due persone sono rimaste gravemente ferite, ma ha anche dichiarato al giudice della Audiencia Nacional Carmen Lamela di essere arrivato in Spagna nel mese di settembre. Col passare delle ore, però, gli accertamenti hanno indotto la Guardia Civil a escludere il coinvolgimento di Igor anche in questo crimine. Ora inquirenti ed investigatori italiani aspettano i dati sulle armi da parte delle autorità spagnole in modo da incrociarli con quelli delle pistole che hanno ucciso Davide Fabbri e Valerio Verri. Intanto la Procura di Bologna è in attesa della copia dell'interrogatorio. Il pm titolare dell'inchiesta, Marco Forte, chiederà ai colleghi spagnoli una serie di informazioni utili per ricostruire la rete del killer (esami balistici, i dati del cellulare e il materiale informatico) con l'obiettivo di arrivare a eventuali complici o fiancheggiatori.
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E, appena possibile, il pubblico ministero andrà in Spagna per interrogare (con rogatoria) Norbert Feher in merito alla carriera criminale italiana: dalle rapine, agli omicidi fino alla fuga all'estero di cui, al momento, si sanno ben pochi particolari. Igor il Russo, sempre nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo, oltre ad aver ammesso di aver utilizzato ben 18 identità diverse in otto Paesi ha confermato che la prima città spagnola dove è arrivato è stata Valencia. Lì, per usare le sue parole, «ha trafficato» per un po’. Lavoretti in nero, non si sa per conto di chi. Poi, però, si è stancato ed è andato all'interno. Al momento dell’arresto non aveva con sé documenti, ma resta aperta la pista su suoi possibili contatti con alcuni falsari francesi esperti nella contraffazione di documenti. Una pista rafforzata dalle ammissioni di Igor sui suoi frequenti cambi di identità.
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