Sciopero e polemiche a rischio il rush finale degli acquisti natalizi
di Marcello Pulidori
Le cooperative: irresponsabile astensione prima delle feste Ieri e oggi assemblee sulla data. Federdistribuzione attacca
2 MINUTI DI LETTURA
La battaglia/trattativa in corso tra datori di lavoro e dipendenti nell’ambito della grande distribuzione, che minaccia il clou dello shopping natalizio, tiene banco. Ieri, infatti, la Coop ha definito «immotivato e irresponsabile» lo sciopero indetto dai sindacati per prima delle ferie. Uno sciopero proclamato che dovrebbe coprire il turno di lavoro di 8 ore, ma rispetto al quale non si ha ancora la certezza della data, in quanto dovrà essere decisa a livello provinciale nelle assemblee di ieri e oggi, anche se tutto lascia pensare che sarà il 22 dicembre.
È la risposta da parte di Alleanza 3.0 alla mobilitazione annunciata dai rappresentanti dei lavoratori. «Uno sciopero immotivato e irresponsabile - come si ricordava, queste le dichiarazioni delle cooperative - a fronte di una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e comunque distintiva». Secondo la principale coop di distribuzione del territorio «primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione. Ed è sulla base di questi presupposti che Coop si è seduta in più occasioni al tavolo della trattativa dichiarando fin dall’inizio la disponibilità a garantire a conclusione del contratto l’incremento retributivo di 85 euro mensili, proponendo di mantenere le norme sociali più avanzate rispetto ai diretti competitor in materia di trattamento economico di malattia e infortunio (conservando il posto di lavoro fino a completa guarigione clinica) e puntando a un rafforzamento del welfare sanitario a totale carico delle cooperative, recuperando le risorse necessarie dalla normativa di contrasto all’assenteismo».
Ma non è tutto: «Normativa, è bene ricordare - spiegano ancora le cooperative in risposta ai lavoratori e ai sindacati che li rappresentano - che in tema di trattativa i sindacati hanno concesso da anni alle altre sigle della grande distribuzione organizzata. Malgrado la chiarezza della proposta - dicono ancora le cooperative - , si registra una fase di stallo aggravata ancora di più dallo sciopero preannunciato. Anche in questa particolare circostanza le cooperative confermano ancora una volta la volontà di rinnovare un contratto scaduto da 4 anni non arretrando ma viceversa salvaguardando la propria distintività sociale».
Dal canto suo, Federdistribuzione che, a Ferrara, sono rappresentate da gruppi come Bennet, Despar, Zara e Bricoman, non entra nel merito delle proposte sindacali ma polemizza sulle aperture festive, elevando la posta in gioco: «Perché nessuno protesta per le aperture domenicali e festive di bar, ristoranti e cinema? Non si parla di servizi essenziali ma di attività che rendono più piacevole la domenica e consentono una migliore gestione del proprio tempo libero». E agitano lo spettro dell’e-commerce.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È la risposta da parte di Alleanza 3.0 alla mobilitazione annunciata dai rappresentanti dei lavoratori. «Uno sciopero immotivato e irresponsabile - come si ricordava, queste le dichiarazioni delle cooperative - a fronte di una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e comunque distintiva». Secondo la principale coop di distribuzione del territorio «primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione. Ed è sulla base di questi presupposti che Coop si è seduta in più occasioni al tavolo della trattativa dichiarando fin dall’inizio la disponibilità a garantire a conclusione del contratto l’incremento retributivo di 85 euro mensili, proponendo di mantenere le norme sociali più avanzate rispetto ai diretti competitor in materia di trattamento economico di malattia e infortunio (conservando il posto di lavoro fino a completa guarigione clinica) e puntando a un rafforzamento del welfare sanitario a totale carico delle cooperative, recuperando le risorse necessarie dalla normativa di contrasto all’assenteismo».
Ma non è tutto: «Normativa, è bene ricordare - spiegano ancora le cooperative in risposta ai lavoratori e ai sindacati che li rappresentano - che in tema di trattativa i sindacati hanno concesso da anni alle altre sigle della grande distribuzione organizzata. Malgrado la chiarezza della proposta - dicono ancora le cooperative - , si registra una fase di stallo aggravata ancora di più dallo sciopero preannunciato. Anche in questa particolare circostanza le cooperative confermano ancora una volta la volontà di rinnovare un contratto scaduto da 4 anni non arretrando ma viceversa salvaguardando la propria distintività sociale».
Dal canto suo, Federdistribuzione che, a Ferrara, sono rappresentate da gruppi come Bennet, Despar, Zara e Bricoman, non entra nel merito delle proposte sindacali ma polemizza sulle aperture festive, elevando la posta in gioco: «Perché nessuno protesta per le aperture domenicali e festive di bar, ristoranti e cinema? Non si parla di servizi essenziali ma di attività che rendono più piacevole la domenica e consentono una migliore gestione del proprio tempo libero». E agitano lo spettro dell’e-commerce.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
