La Nuova Ferrara

Ferrara

Calotte, disagi e problemi il M5S bussa alla Regione

Morghen: «La situazione ferrarese è tenuta sotto stretta osservazione L’insuccesso del sistema di raccolta rifiuti sarebbe colpa delle abitudini»  

2 MINUTI DI LETTURA





Il M5S ha bussato alle porte della Regione sull’argomento calotte.

Giorni fa i grillini ferraresi hanno incontrato il responsabile del servizio giuridico e dell’anti corruzione Maurizio Ricciardelli, e la dirigente del servizio gestione rifiuti, Cristina Govoni.

«Ci è stato detto – informano la consigliera comunale Ilaria Morghen e l’attivista Paolo Pennini – che la situazione ferrarese è sorvegliata e che attribuiscono la quota di insuccesso del nuovo sistema al conservatorismo dei cittadini: le difficoltà si supereranno col tempo. Come a Bologna - prosegue la Morghen - , dove è in via di sperimentazione una calotta più semplice. Abbiamo chiesto se esistono studi statistici relativi ai sistemi basati sul riconoscimento dell’utente, attivi in 48 Comuni: secondo noi servono indicatori di risultato oggettivi e chiari».

Circa l’affidamento del servizio in deroga, «contrasta con recenti sentenze del Consiglio di Stato e con la delibera Anac 626, che tra l’altro ha come destinatario il responsabile anticorruzione di Atersir: è un conflitto d’interesse, evidentemente c’è chi doveva vigilare e non l’ha fatto».

Intanto l’indicazione è una: «Hera paghi la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Dovrebbe farlo, è una società quotata in Borsa».

Con una risoluzione sul bilancio di previsione del Comune il M5S chiede di eliminare l’esenzione Cosap in favore della multiutility, ma è solo una delle mosse pensate sul tema. Presentati inoltre cinque emendamenti all’orientamento di giunta sulla tariffa puntuale e dodici al regolamento Tari. Tra le proposte: cassonetti a parte per le deiezioni animali, pannoloni e pannolini; porta a porta mirato per disabili e utenti fragili; app o servizio di sms per poter conoscere il numero di conferimenti già effettuati; rimodulazione della quota fissa per le utenze non profit (edifici di culto, sindacati e partiti) a favore di sgravi alle attività produttive. Più in generale, criteri premianti a vantaggio dei cittadini in caso di miglioramento delle performance di raccolta differenziata e applicazione della tariffa minima se invece si verificano malfunzionamenti del servizio.

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google