Centro civico di S. Carlo, è scontro
La lista Fare Insieme: va aperto ai cittadini, non solo a vigili e Protezione civile
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SAN CARLO. Il gruppo di opposizione Fare Insieme, guidato da Simone Tassinari, si è riunito ieri pomeriggio davanti al nuovo Centro civico di San Carlo. Insieme ad alcuni cittadini, coinvolti nella vita associazionistica del paese, si è discusso il futuro, a detta loro incerto, del luogo. Il malcontento è dovuto dall’utilizzo che l’attuale amministrazione ha previsto per il nuovo edificio, che stando a quanto dichiarato dal sindaco diventerà sede della Protezione civile e della polizia municipale, senza però la possibilità di utilizzo da parte dei cittadini.
«Il Centro civico di San Carlo - ha spiegato Tassinari - è sempre stato un luogo chiave per i cittadini . Stando a quanto detto dal sindaco, da ora in avanti non sarà più così. L’edificio è moderno, antisismico, e quindi è giusto che venga utilizzato da Protezione civile e polizia municipale ma non si possono lasciare fuori le associazioni che danno vita al paese. Chiediamo che venga trovata una soluzione».
Il consigliere Graziano Tartari, sulla stessa linea d’onda del suo capogruppo, ha voluto rincarare la dose: «Da quanto abbiamo capito questo luogo non sarà più inclusivo, ma esclusivo. Un centro civico, invece, dovrebbe essere a disposizione di tutti gli abitanti. Al momento non ci è stata data sufficiente chiarezza, nemmeno sull’utilizzo della sala conferenze. Non è accettabile una situazione del genere chiediamo che vengano rivisti i piani futuri».
Una delle associazioni che aveva la propria sede nel centro civico era l’Asd Sancarlese ciclismo, ed anche il suo presidente Margutti Marco ha voluto esprimere disappunto per l’esclusione dell’associazione dall’uso della nuova struttura: «Eravamo convintissimi di tornare qui, una volta rifatto l'edifico... del resto la nostra sede è sempre stata questa. Invece, dal nulla, abbiamo scoperto che non potremo più restare. E non ci è stata nemmeno data la sicurezza che ci verrà assegnata una soluzione alternativa. È una situazione assurda, basti pensare che dobbiamo tenere dei trofei in un garage».
C’è grande amarezza nelle parole dei presenti, che si aspettano nelle prossime settimane una risposta del sindaco a riguardo, auspicando, se non fosse proprio più possibile utilizzare il centro civico, che venga almeno trovata una soluzione diversa ma altrettanto valida. (s.m.)
«Il Centro civico di San Carlo - ha spiegato Tassinari - è sempre stato un luogo chiave per i cittadini . Stando a quanto detto dal sindaco, da ora in avanti non sarà più così. L’edificio è moderno, antisismico, e quindi è giusto che venga utilizzato da Protezione civile e polizia municipale ma non si possono lasciare fuori le associazioni che danno vita al paese. Chiediamo che venga trovata una soluzione».
Il consigliere Graziano Tartari, sulla stessa linea d’onda del suo capogruppo, ha voluto rincarare la dose: «Da quanto abbiamo capito questo luogo non sarà più inclusivo, ma esclusivo. Un centro civico, invece, dovrebbe essere a disposizione di tutti gli abitanti. Al momento non ci è stata data sufficiente chiarezza, nemmeno sull’utilizzo della sala conferenze. Non è accettabile una situazione del genere chiediamo che vengano rivisti i piani futuri».
Una delle associazioni che aveva la propria sede nel centro civico era l’Asd Sancarlese ciclismo, ed anche il suo presidente Margutti Marco ha voluto esprimere disappunto per l’esclusione dell’associazione dall’uso della nuova struttura: «Eravamo convintissimi di tornare qui, una volta rifatto l'edifico... del resto la nostra sede è sempre stata questa. Invece, dal nulla, abbiamo scoperto che non potremo più restare. E non ci è stata nemmeno data la sicurezza che ci verrà assegnata una soluzione alternativa. È una situazione assurda, basti pensare che dobbiamo tenere dei trofei in un garage».
C’è grande amarezza nelle parole dei presenti, che si aspettano nelle prossime settimane una risposta del sindaco a riguardo, auspicando, se non fosse proprio più possibile utilizzare il centro civico, che venga almeno trovata una soluzione diversa ma altrettanto valida. (s.m.)
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