nuova organizzazione
Confindustria sceglie le “filiere”
Venti articolazioni di prodotto. Vacchi: unica maniera di competere
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Confindustria Emilia area centro si dà una nuova organizzazione per “filiere”, prima nei sistemi di rappresentanza associativa. Le filiere di Confindustria Emilia (Bologna, Modena e appunto Ferrara) saranno 20: Agroalimentare, Automotive, Carta & Stampa, Chimica & Farmaceutica, Costruzioni & Infrastrutture, Digital, Elettronica & Meccatronica, Energia, Facilities, Home, Macchine, Mobilità & Logistica, Moda & Lusso, Packaging, Plastica, Metalli, Salute, Servizi professionali, Turismo & Cultura e Veicoli industriali. Ogni filiera avrà dei report di dettaglio con indicatori di performance. L’idea è di modellarsi sulle “catene di valore” che hanno fatto grande l’industria emiliana. «Le filiere sono uno strumento per restare competitivi che ha favorito, nel tempo, non solo la crescita di aziende di piccole dimensioni, ma anche un numero consistente di gruppi industriali di medie dimensioni - ha detto il presidente Alberto Vacchi nel presentare la novità - I dati ci dicono che nel futuro ciò che conterà sarà proprio l’appartenenza a una filiera in grado di competere nel mercato mondiale». E bisogna sfruttare il momento, visto che siamo nell’anno «forse migliore per le nostre industrie dalla crisi del 2008»
Tre gli obiettivi indicati da Confindustria. In primo luogo, valorizzare l’esistente e investire sulla formazione per il capitale sociale del futuro: «Costruiremo sulle filiere programmi formativi ad hoc creando delle ‘Academy di filiera’ che, partendo dagli istituti tecnici, possano essere un punto di approdo per la formazione continua e l’aggiornamento di chi lavora, o deve riqualificarsi» ha detto Vacchi, che ha parlato a fianco del vicepresidente, il ferrarese Riccardo Maiarelli. Il secondo obiettivo è sviluppare e sostenere la contaminazione tra nuove imprese e la manifattura esistente: a settembre è partito Emilia 4.0 - 1° Wave Tour un primo progetto pilota che ci ha già fornito un parterre di 75 nuove imprese, delle quali una trentina sono in fase di prototipazione e 16 generano già flussi di ricavi, che saranno presentate nel prossimo trimestre nelle diverse aree del territorio alle filiere di riferimento: Agritech, Robotica, Elettromedicale e Industrial IoT. Infine, il terzo obiettivo è attrarre nuove multinazionali.
Le filiere avranno entro la prima metà del 2018 un presidente che sarà l’ambasciatore della filiera nel mondo.
Tre gli obiettivi indicati da Confindustria. In primo luogo, valorizzare l’esistente e investire sulla formazione per il capitale sociale del futuro: «Costruiremo sulle filiere programmi formativi ad hoc creando delle ‘Academy di filiera’ che, partendo dagli istituti tecnici, possano essere un punto di approdo per la formazione continua e l’aggiornamento di chi lavora, o deve riqualificarsi» ha detto Vacchi, che ha parlato a fianco del vicepresidente, il ferrarese Riccardo Maiarelli. Il secondo obiettivo è sviluppare e sostenere la contaminazione tra nuove imprese e la manifattura esistente: a settembre è partito Emilia 4.0 - 1° Wave Tour un primo progetto pilota che ci ha già fornito un parterre di 75 nuove imprese, delle quali una trentina sono in fase di prototipazione e 16 generano già flussi di ricavi, che saranno presentate nel prossimo trimestre nelle diverse aree del territorio alle filiere di riferimento: Agritech, Robotica, Elettromedicale e Industrial IoT. Infine, il terzo obiettivo è attrarre nuove multinazionali.
Le filiere avranno entro la prima metà del 2018 un presidente che sarà l’ambasciatore della filiera nel mondo.
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