Ferrara “coda” romagnola «Ma cresceremo assieme»
Destinazione Romagna: la provincia è meno del 10%, 8 privati su 120 adesioni Il coordinatore ferrarese e il ministro Franceschini: sfruttare il traino mondiale
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La Destinazione Romagna vale 40 milioni di presenze all’anno, e Ferrara c’è dentro in pieno con la costa comacchiese, il Delta, le Delizie e le sue città d’arte, a partire da Ferrara. Il problema è che pesa per meno del 10% in questa massa turistica che fa perno soprattutto sulla Romagna, ma anche se «è il trattino di Emilia-Romagna e per la parte che si affaccia sull’Adriatico è strettamente legata alla Romagna», come ha ripetuto il ministro Dario Franceschini, deve sfruttare il traino internazionale del marchio della Riviera. È quanto ha ripetuto ieri, dal palco riminese che ha ospitato la presentazione della nuova alleanza turistica tra la provincia di Ferrara e quelle di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena, il coordinatore della cabina di regia di Destinazione Romagna, il ferrarese Gianfranco Vitali. «È vero che siamo piccoli in confronto con i romagnoli - è la sua analisi - e tra l’altro i privati ferraresi che hanno finora aderito sono 8, dei 120 in totale (si tratta di strutture ricettive con almeno 400 posti letto, ndr). Bisogna quindi crescere, non c’è dubbio. Ma sono sempre convinto che la nostra provincia abbia solo da guadagnarci nel rientrare all’interno di questo brand. Anche Ferrara città d’arte, certo, perché si trova assieme a centri come Ravenna, Cesena e Rimini. Semmai, e lo ha riconosciuto oggi il governatore Bonaccini, è necessario migliorare il trasporto pubblico dalle città ai centri costieri, perché il traffico su arterie come la Romea non è più sostenibile». Un primo esempio di promozione comune è relativo agli eventi di Natale e Capodanno, che vengono pubblicizzati assieme a quelli della costa romagnola, sul modello Notte Rosa. A proposito di privati da inserire nel progetto, la struttura operativa del Club di prodotto ha sede appunto a Rimini e sarà operativa a partire da gennaio
Per Vitali, ad ogni modo, la priorità per tutta Destinazione Romagna è rappresentata dagli investimenti: «Disponiamo di strutture vecchie, tipo gli alberghi romagnoli o i nostri residence, che non sono più al passo con le richieste dei turisti. Gli investimenti pubblici non bastano, servono politiche creditizie adeguate attraverso i consorzi fidi perché per la ristrutturazione di un albergo serve un prestito magari di 1 milione di euro, che non può avere scadenza decennale ma deve poter essere rimborsato a 20-25 anni».
La questione delle risorse pubbliche è il più delicato, come ha fatto capire lo stesso Franceschini: «È tema della prossima legislatura. Occorre intercettare i nuovi flussi turistici, un’opportunità e un rischio. Il nostro modello non solo le grandi navi e gli obiettivi sono due: un turismo sostenibile, intelligente che porta ricchezza (da qui l’estensione del fondo di garanzia alle imprese turistiche, la tax credit per ristrutturazioni e digitalizzazioni delle strutture ricettive, ndr) e il progetto di “museo diffuso”».
L’assessore regionale Andrea Corsini e il presidente di Destinazione Romagna, Andrea Gnassi, hanno rimarcato la necessità di proporre vacanze innovative, puntando sui grandi tour operator e fornendo una linea di sostegno ai vettori aerei che proporranno la Destinazione Romagna. Tra i sindaci presenti anche Marco Fabbri (Comacchio) e Tiziano Tagliani (Ferrara), pure il qualità di presidente della Provincia, che ha ribadito la convinzione nella scelta di alleanza con la Romagna per quanto riguarda, appunto, il turismo. Anche se tra i prodotti pubblicizzati ieri non c’era la salama da sugo, è stato fatto notare a Franceschini.
Stefano Ciervo
Per Vitali, ad ogni modo, la priorità per tutta Destinazione Romagna è rappresentata dagli investimenti: «Disponiamo di strutture vecchie, tipo gli alberghi romagnoli o i nostri residence, che non sono più al passo con le richieste dei turisti. Gli investimenti pubblici non bastano, servono politiche creditizie adeguate attraverso i consorzi fidi perché per la ristrutturazione di un albergo serve un prestito magari di 1 milione di euro, che non può avere scadenza decennale ma deve poter essere rimborsato a 20-25 anni».
La questione delle risorse pubbliche è il più delicato, come ha fatto capire lo stesso Franceschini: «È tema della prossima legislatura. Occorre intercettare i nuovi flussi turistici, un’opportunità e un rischio. Il nostro modello non solo le grandi navi e gli obiettivi sono due: un turismo sostenibile, intelligente che porta ricchezza (da qui l’estensione del fondo di garanzia alle imprese turistiche, la tax credit per ristrutturazioni e digitalizzazioni delle strutture ricettive, ndr) e il progetto di “museo diffuso”».
L’assessore regionale Andrea Corsini e il presidente di Destinazione Romagna, Andrea Gnassi, hanno rimarcato la necessità di proporre vacanze innovative, puntando sui grandi tour operator e fornendo una linea di sostegno ai vettori aerei che proporranno la Destinazione Romagna. Tra i sindaci presenti anche Marco Fabbri (Comacchio) e Tiziano Tagliani (Ferrara), pure il qualità di presidente della Provincia, che ha ribadito la convinzione nella scelta di alleanza con la Romagna per quanto riguarda, appunto, il turismo. Anche se tra i prodotti pubblicizzati ieri non c’era la salama da sugo, è stato fatto notare a Franceschini.
Stefano Ciervo
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